La circolarità energetica apre la rassegna Open 2021-2022

Il tema della transizione è stato al centro del primo appuntamento di martedì 26 ottobre. Tra gli argomenti affrontati: il Veneto come regione leader nella produzione del vino a bassa impronta idrica e le opportunità “verdi” con l’eolico, il biometano e l’idrogeno.

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Il presidente dell'Ordine degli Ingegneri Andrea Falsirollo.

Sono stati temi della transizione e della circolarità energetica ad aprire la rassegna Open 2021 – 2022, “Sostenibili – Attività”, organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia. Per la prima volta dopo lo scoppio della pandemia di Covid 19, l’evento è tornato anche in presenza, nella sala del Magazzino 1 di via Santa Teresa, nella cittadella delle professioni. Ma in centinaia hanno seguito il seminario da casa o dal posto di lavoro (per gli iscritti all’albo, infatti, dà diritto al conseguimento di crediti formativi ai fini dell’aggiornamento professionale). A intervenire, dopo i saluti del presidente dell’Ordine, Andrea Falsirollo, cinque esperti che hanno alle spalle un’attività pluridecennale sul fronte delle energie rinnovabili.

Gli interventi

Stefano Chiurco 

A cominciare da Stefano Chiurco, analista di mercato che ha parlato della transizione dal punto di vista dei “big” del settore petrolifero come Bp ed Eni. «Prendendo come punto di partenza il 1990, anno in cui si è cominciato a fare qualcosa realmente per tagliare le emissioni – ha detto – non siamo nemmeno a metà strada rispetto all’obiettivo della neutralità da raggiungere nel 2050. La buona notizia è che, in un momento in cui i prezzi stanno salendo, l’energia prodotta con le rinnovabili, in particolare quella eolica, diventa sempre più economica. Quanto alle compagnie Oil&Gas, anche loro da tempo si stanno impegnando per raggiungere la neutralità climatica, ma sono ancora lontane dall’obiettivo». 

Lara Pozzato

Tra i settori più promettenti per l’innovazione c’è quello dell’agroalimentare. Ne ha parlato Lara Pozzato, biogeochimica ed ecologa che opera nell’ambito della produzione vitivinicola. «Non solo – ha spiegato – si stanno ampliando le possibilità per la produzione di energia dagli scarti agricoli, ma si sta intervenendo in modo massiccio per quanto riguarda la riduzione di CO2 nel processo produttivo della filiera». Questo vale anche per quanto riguarda l’impronta idrica, ossia l’utilizzo di acqua per la realizzazione di alcuni prodotti, tra cui il vino. Dai dati emerge che proprio il Veneto, in Italia, è una delle regioni più virtuose, con 627 litri d’acqua (di cui 499 di acque meteoriche e 104 di acque esauste) necessari per ogni litro di vino prodotto, contro una media mondiale di 869 litri di acqua per litri di vino e una media italiana di 697 litri d’acqua per un litro di vino. Nei vigneti veneti, sotto l’egida dell’Università di Padova, è stata inoltre testato il ricorso a un polimero biodegradabile per contrastare le crisi idriche. 

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Leonardo Senatori ed Emanuele Castioni

Al centro dell’intervento dell’ingegner Leonardo Senatori, le prospettive che arrivano dal fronte del biometano e del ricorso ai batteri antichi per la produzione di energia. Un’altra forma promettente di energia pulita è quella che arriva dall’idrogeno, dove però permangono ancora molti nodi tecnici da sciogliere. Ne ha parlato Emanuele Castioni, esperto del trattamento e dello stoccaggio del gas: «In questo momento – l’assicurazione – l’idrogeno è già presente in maniera impattante in diversi settori industriali, a cominciare da quello navale. Inoltre, si stanno facendo molti passi avanti sul fronte della sicurezza». 

Stefano Lillia

A chiudere, Stefano Lillia, che ha portato all’attenzione della platea un caso “autentico” di circolarità energetica: la produzione del biogas

«Con l’incontro di oggi – sintetizza il presidente dell’Ordine, Andrea Falsirollo – siamo entrati già nel cuore della rassegna, con lo spirito che ci eravamo proposti fin dall’inizio: quello di portare casi concreti, di parlare dell’avanguardia tecnologica, evidenziando quanto si sta già facendo e quanto, potenzialmente, si potrà fare a breve per rispondere alla necessità di diminuire le emissioni e lo spreco di energia, contribuendo a combattere, così, il cambiamento climatico». 

Il prossimo appuntamento è previsto per mercoledì 3 novembre, alle 14.30 sempre in presenza e via webinar. Tema dell’evento: “Verso le città sostenibili”. 

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