Giovani e tecnologia, il binomio su cui investire

In occasione del nuovo numero di Verona Economia, Luca Predomo, Executive Director IT Consultant e HR Recruiter di Phoenix Capital, racconta i progetti attuali e futuri di Phoenix Capital e l'importanza dei giovani in questa realtà.

Luca Predomo, Executive Director IT Consultant e HR Recruiter di Phoenix Capital racconta nel nuovo numero di Verona Economia le iniziative di sviluppo e formazione in corso e in programma per Phoenix e le opportunità che il Recovery Fund può offrire a Verona.

Quali sono le iniziative di sviluppo e formazione messe in campo da Phoenix?

In questo momento Phoenix ha attivato una serie di iniziative per lo sviluppo delle attività relative al mondo dei più giovani. La prima è il green team: un insieme di meeting in cui la parte senior di Phoenix si incontra con quella junior, con cadenza mensile. Tramite il green team diamo la possibilità ai giovani (che attualmente sono circa una ventina) di condividere le iniziative a loro avviso migliorative e le loro valutazioni sui prospect relative alle idee di business. Noi senior diamo la possibilità di valutare le loro proposte ed, eventualmente, realizzarle nel concreto. Questa, a mio avviso, è una valorizzazione del panorama giovanile. Ritengo che questa iniziativa permetta una crescita professionale costante. A tal proposito stiamo già mettendo in piedi delle idee che sono state portate all’attenzione di alcuni componenti più giovani di Phoenix. Anche la formazione è continua: abbiamo concluso i corsi ISIPM come project manager certificati e abbiamo rilasciato le relative certificazioni. È in partenza anche il corso di Agile e i corsi che ci permettono di essere sempre competitivi nel mercato, sia nel privato che nel pubblico.

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Come si possono investire i fondi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza nel territorio veronese?

Personalmente ritengo che in questo momento debbano essere investiti a livello tecnologico, e devono essere gestiti in maniera proficua. Veniamo da un periodo complesso, la pandemia ha cambiato la nostra forma mentis in relazione al concetto di resilienza e lavoro in smart. È necessario che gli investimenti vadano in questa direzione. Questo può essere un limite per lo sviluppo immediato territoriale, ma a lungo termine facilita le interconnessioni di natura globale. Noi siamo nativi smart, abbiamo sempre lavorato in questo formato, e stiamo lavorando a progetti internazionali, permettendo ai giovani veronesi di entrare in contatto con realtà che vanno oltre ai confini italiani.

Quali sono i progetti futuri di Phoenix?

Tra i vari progetti c’è quello del nuovo asset che stiamo creando per riuscire a reperire fondi europei che molto spesso non vengono colti e valutati da quelle che sono e possibilità che ci offre l’Eurozona. In questo momento Phoenix sta preparando il necessario per la partecipazione a un bando europeo, un Erasmus+. stiamo creando un partenariato di stampo internazionale e i project manager che la stanno seguendo fanno parte della parte “green” di Phoenix, i più giovani. Phoenix entrerà così a pieno titolo nelle realtà che partecipano a bandi internazionali. Sono convinto che avremo grandi risultati.

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