Giochi Antichi, Giacon: «Tocatì 2020 ci sarà e valorizzerà l’Italia in toto»

In vista della 10ª edizione del Premio Verona Network, dedicato alle persone e alle aziende che fanno grande Verona, l'intervista a Giuseppe Giacon, vicepresidente dell'Associazione Giochi Antichi, candidato nella categoria Associazioni.

Tra i candidati al decimo premio Verona Network anche L’Associazione Giochi Antichi che da diciotto anni si occupa della valorizzazione di giochi e sport tradizionali che ancora si praticano in varie zone d’Italia e del mondo.  

«La nostra storia – racconta il vicepresidente dell’Associazione Giochi Antichi Giuseppe Giacon – nasce da un gruppo di persone che nell’antico quartiere Carega della città di Verona ha pensato di recuperare il gioco dello scianco; da lì abbiamo pensato di proseguire e allargarci anche ad altri giochi e sport tradizionali, sia del nostro territorio dell’Italia intera. Siamo nati nel 2002 e l’anno successivo, sull’onda dell’entusiasmo e con la voglia di far conoscere persone e mondi diversi del gioco, è nato il festival Tocatì».

Oggi, dopo 18 anni, l’Associazione Giochi Antichi lavora con varie regioni, dal Veneto alla Lombardia ma non solo, con le università, con il Ministero della Cultura italiano. Fa parte in qualità di rappresentante dell’associazione europea AEJST, accreditata UNESCO, e vanta un’attività continua grazie anche al centro di salvaguardia per i giochi e Sport tradizionali sito all’interno del Parco delle Colombare. L’edizione 2020 di Tocatì si farà ma, come tutti gli eventi di quest’anno, vivrà sotto il segno dell’emergenza sanitaria, sotto dei restringimenti economici e sotto un cambio di approccio alla fruizione degli eventi.

«Faremo il Tocatì omaggiando il nostro paese perché abbiamo pensato che mai come quest’anno fosse importante valorizzare le diverse realtà italiane – racconta il vicepresidente dell’Associazione Giochi Antichi Giacon –. Non potrà essere il Tocatì che abbiamo visto negli scorsi 17 anni, ma ci saranno comunque postazioni di gioco, di musiche, conferenze, laboratori ed esposizioni che assicureranno alla città un certo tipo di vivacità: stiamo cercando di mettere in campo tutte le possibilità affinché permanga lo spirito del Tocatì, che è per noi fondamentale. Se la situazione sanitaria ce lo consentirà, torneremo a giocare secondo la tradizione del Tocatì nel 2021, un anno per noi molto importante in cui probabilmente si saprà anche l’esito della nomination UNESCO».