«Freelance e rider, il futuro è nelle piattaforme cooperative»

In Francia già normate, in Italia funzionano nel mondo dello spettacolo: con DOC Servizi arrivano le piattaforme cooperative estese a freelance e rider.

«Sostenere che il costo di consegna di un rider si limiti al minimo vitale piuttosto che a un compenso che comprenda le tutele sociali e i contributi è una scelta di scarsa visione, una carenza degli algoritmi delle piattaforme che gestiscono questi servizi: sfrutta e penalizza i propri lavoratori, il patrimonio di ogni piattaforma» afferma Demetrio Chiappa, Presidente di Doc Servizi, la piattaforma cooperativa di professionisti più grande d’Italia, partner del Concerto del Primo Maggio a San Giovanni a Roma.

Nata a Verona nel 1990 come cooperativa per supportare il mondo dello spettacolo, DOC Servizi oggi estende la formula ad altre professionalità come formatori, educatori, creativi, esperti digitali e altri freelance. Secondo DOC Servizi, un’occasione per i rider che stanno cercando una risposta alla frammentazione del lavoro e per i freelance in bilico tra lavoro autonomo e lavoro dipendente. Il lavoro discontinuo, che caratterizza la sharing economy, trova nelle piattaforme cooperative lo strumento adatto per organizzarsi con dignità e diritti.

«In Francia sono normate con le CAE (cooperative di attività e d’impiego), in Italia funzionano nel mondo dello spettacolo» precisa il Presidente di Doc Servizi. «Da anni, grazie al contratto intermittente previsto dalla legge, diverse migliaia gli artisti, musicisti, e tecnici dello spettacolo sono organizzati in piattaforma cooperativa con Doc Servizi. Ora anche freelance e rider non sono più condannati alla solitudine del lavoro autonomo».