Fondi ai “soliti noti”. Domani blackout delle Tv locali

Saranno oltre 300 i canali televisivi (tra cui Radio Adige TV) che domani, venerdì 11 dicembre, spegneranno il loro segnale ogni ora per 5 minuti per protestare contro Governo e Ministero che hanno assegnato 40 milioni a un ristretto gruppo di televisioni scelte “ad hoc”.

Blackout TV

Ci sarà anche Radio Adige TV tra le oltre 300 emittenti televisive che domani, venerdì 11 dicembre, spegneranno il loro segnale ogni ora per 5 minuti per rendere partecipi i cittadini della situazione in cui si trovano le centinaia di radio e televisioni locali che operano localmente e che tutti i giorni garantiscono vicinanza al territorio, danno voce alle istituzioni locali e sanitarie per comunicare con i cittadini.

In questo periodo di  emergenza sanitaria da Covid-19, infatti, il ruolo della radio televisione locale è stato ed è fondamentale nell’informazione locale, ma lo è anche nell’intrattenimento durante la quarantena con programmi realizzati appositamente per fare compagnia a chi è stato obbligato a rimanere in casa per molte

Nonostante il grande lavoro e l’impegno profuso dalle emittenti, il Governo e Ministero dello Sviluppo Economico hanno «scandalosamente pagato l’iperbolica somma di 40.375.000 di euro a un ristretto gruppo di televisioni scelte “ad hoc” , a cui vengono commissionati “messaggi corona virus”, nel periodo 2 dicembre 2020 – 31 gennaio 2021». A dirlo è la REA – Radiotelevisioni Europee Associate assieme a ConfLavoro Libersind-Confsal che sottolinea come la «mancata e corretta ridistribuzione dei fondi metta in seria difficoltà 899 imprese radiotelevisive locali in procinto di fallimento per l’azzeramento della pubblicità con la perdita netta di 3.600 posti».

«Quali sono tali emittenti fortunate?» si chiede l’associazione REA nella istanza  presentata al TAR del Lazio dallo Studio Legale Parenti di Roma con la quale si è costituito anche Libersind-Confsal, il sindacato dei lavoratori del settore. Visionando l’elenco delle beneficiarie risulta che il 80,75% del fondo epidemia “per i servizi informativi connessi alla diffusione del  contagio da COVID 19”, pari a 40,375 milioni, è appannaggio dei soliti noti agganciati e protetti dalla omnipotente lobby del settore.  

Con il ricorso al TAR del Lazio, notificato il 7 dicembre 2020, l’associazione delle emittenti locali REA Conflavoro e la Libersind-Confsal, il sindacato dei lavoratori dello spettacolo, delle radio tv locali e della RAI, hanno richiesto la sospensiva cautelare del Decreto del Ministro Patuanelli ai fini di  una ripartizione equa e trasparente del fondo tenendo conto dell’esigenza di consentire a tutte le emittenti locali di continuare a svolgere il servizio d’interesse generale informativo sui  territori attraverso la quotidiana produzione e trasmissione di approfondita informazione locale  a beneficio dei cittadini.