Fondazione Cariverona, approvato il bilancio 2018

In primo piano l'ex direttore di Fondazione Cariverona Giacomo Marino, alla sua destra il presidente Mazzucco.
In primo piano l'ex direttore di Fondazione Cariverona Giacomo Marino, alla sua destra il presidente Mazzucco.

L’annata è positiva: cresce l’avanzo di esercizio, migliora la gestione finanziaria e diminuisce il debito. Ora si punta su maggiore qualità e partnership territoriale.

Il Consiglio Generale della Fondazione Cariverona, sotto la presidenza del Professor Alessandro Mazzucco, ha approvato all’unanimità il progetto di Bilancio d’Esercizio e di Missione per il 2018 presentato dal Direttore Generale Giacomo Marino e precedentemente approvato dal Consiglio d’Amministrazione.

Cresce l’avanzo di esercizio pari a 20,76 milioni (+18 per cento) e migliora il risultato della gestione finanziaria a 29,75 milioni (+16 per cento). Il patrimonio netto contabile è ad oggi pari a 1,725 miliardi di euro.

Nel corso del 2018 l’attività istituzionale ha reso disponibili risorse per 56,6 milioni e liquidate erogazioni per 61,3 milioni. In totale sono stati sostenuti 356 progetti con un impegno contributivo complessivo di 51,9 milioni di euro.

Nel corso del 2018 è aumentato il contributo medio destinato ai singoli progetti e si è alzata anche la percentuale di copertura.

Concretizzato l’avvio di significative collaborazioni nei bandi realizzati insieme ad altre Fondazioni: Fondazione San Zeno per la didattica, Fondazione Caritro per la ricerca applicata e Fondazione Cariparo per la ricerca scientifica. Continua inoltre la significativa opera di valorizzazione della Collezione artistica della Fondazione grazie alla realizzazione di importanti iniziative culturali.

Per il 2019 Cariverona punta sulla qualità sempre maggiore dei porgetti e sulla conferma del ruolo attivo nei confronti dei bisogni territoriali.

A commento del bilancio 2018 , il Presidente  Mazzucco ha osservato che «nonostante l’evoluzione negativa della situazione economico-finanziaria internazionale e italiana,  si è riusciti a produrre un fondo per le erogazioni superiore al tetto di 40 milioni programmato per il triennio, con il risultato di garantire l’accompagnamento di numerosi progetti

«In sostanza — continua Mazzucco — si è seguito un percorso di minor polverizzazione degli interventi, a favore di un sostanziale efficientamento che è stato molto apprezzato dai nostri interlocutori territoriali. Abbiamo operato in condizioni di mercato complesse avendo ben chiari due aspetti fondamentali del nostro mandato: la tutela del patrimonio e della sua redditualità