Federcongressi: «Disponibili a nuovi protocolli ma non a chiudere»

La Presidente di Federcongressi&Eventi Alessandra Albarelli: «Siamo disponibili a concordare nuovi protocolli, ma non a chiudere».

Atteso tra poche ore il nuovo DPCM che porterà una ulteriore stretta a manifestazioni sportive e culturali ma anche a eventi, fiere e congressi.

Sul tema interviene con una nota anche Federcongressi&eventi: «Quando il Governo non sa cosa fare di fronte al Covid19 chiude le fiere e i congressi causando un danno incalcolabile al sistema economico delle principali città italiane e a migliaia di imprese».

«Bloccare le fiere e i congressi significa spegnere l’economia del paese perché non potranno lavorare non solo le imprese del settore, ma gli alberghi, i ristoranti, i taxi, gli allestitori, le società di catering, le cooperative di facchinaggio e i service tecnici».

Ad essere colpito sarà dunque un settore nel quale, secondo Federcongressi, «il distanziamento è semplice e sono stati fatti ingenti investimenti dagli operatori per le misure di sicurezza come rilevatori agli ingressi di temperatura corporea, sistemi di igienizzazione degli spazi, percorsi guidati e conta persone per non creare assembramenti».

Nella propria nota Federcongressi ricorda che, nelle fiere e nei congressi appena svolti, non ci sono stati focolai di contagio e prosegue affermando che «chiudere adesso significa non poter neppure programmare l’attività del 2021, distruggendo un intero settore che invece resta aperto in altri paesi europei con tassi di contagio ben più alti dell’Italia».

L’associazione chiede che siano le Regioni a scegliere, tramite ordinanze, quali manifestazioni ed eventi vietare, dichiarandosi «disponibile a concordare nuovi protocolli di sicurezza, ma non a nuove chiusure». Così conclude la nota Federcongressi: «Questa volta non staremo a guardare in silenzio».