Fase 2: hotel aperti, ma gli agriturismi restano chiusi

Nell’Italia che sta ripartendo, gli agriturismi di Agriturist Veneto chiedono di poter aprire almeno per quanto riguarda l’ospitalità.

Alessandro Tebaldi presidente Agriturist Verona - agriturismi confagricoltura

Nell’Italia che sta ripartendo, gli agriturismi di Agriturist Veneto chiedono di poter aprire almeno per quanto riguarda l’ospitalità. Contrariamente a quanto consentito agli hotel, gli agriturismi ora possono accogliere il personale ospedaliero, ma non gli operai e i dipendenti aziendali come accade invece per gli alberghi. Perciò Agriturist Veneto lancia la campagna social con gli hashtag #ospitalitàinagriturismo e #apriamogliagriturismi.

«Ci sentiamo fortemente penalizzati per una discriminazione che danneggia fortemente i nostri agriturismi veneti – sottolinea Leonardo Granata, presidente regionale di Agriturist, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura. «Riteniamo che ci sia stata un’attività di lobby degli albergatori, che è riuscita ad avere un canale preferenziale riuscendo a escluderci. Con il dpcm entrato in vigore il 4 maggio gli albergatori possono infatti ospitare non solo il personale sanitario, ma anche gli operai che lavorano nei cantieri e i dipendenti delle aziende che hanno ripreso l’attività. Noi invece possiamo far pernottare solo chi lavora in ospedale».

«Diamo atto al governatore Luca Zaia di aver fatto ciò che poteva con la sua ordinanza, ma ora gli chiediamo di adoperarsi con il governo affinché si possa sanare una situazione intollerabile. Gravissimo che il ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova non abbia speso una parola su di noi, ignorando evidentemente l’importanza che il nostro comparto riveste sotto il profilo agricolo e turistico».

Conferma Alessandro Tebaldi, presidente di Agriturist Verona e titolare dell’agriturismo Corte Attilea di Salionze: «Stiamo ricevendo decine di richieste di pernottamento da operai e dipendenti aziendali che lavorano in cantieri e fabbriche dislocate fuori dalle città – spiega -. Molte strutture, come la mia, operano dove non ci sono alberghi, garantendo un servizio importante quindi non solo sotto il profilo dell’ospitalità, ma anche per mantenere l’ambiente e presidiare il territorio».

«Con questa fase 2, che sta rimettendo in moto parte dell’economia, anche gli agriturismi potrebbero ricominciare a partire con un flusso minimo di ospitalità. È un peccato dover dire ai clienti: no, non possiamo farvi pernottare da noi perché non ce lo consentono. Comunque noi siamo tutti pronti con tutti i protocolli di sanificazione e le misure previste dall’emergenza e attendiamo di avere indicazioni sul da farsi. Ricordo che disponiamo di ampi spazi all’aperto, che facilitano la possibilità di operare in sicurezza e di garantire il distanziamento sociale imposto dall’emergenza coronavirus. Si potrebbero anche aprire i nostri parchi alle persone, a numeri limitati di famiglie. Potremmo anche dispensare merende o pranzi nei contenitori da consumare nei prati. Sarebbe un modo semplice per gestire un po’ di ristorazione, che darebbe un po’ di ossigeno a noi e porterebbe sollievo, dopo questi mesi di clausura, alle famiglie».

Alessandro Tebaldi presidente Agriturist Verona - agriturismi confagricoltura
Alessandro Tebaldi, presidente Agriturist Verona