Falsirollo: «Efficientamento ed energie rinnovabili, due concetti diversi»

Per parlare di riqualificazione energetica, interventi e nuove tecnologie è intervenuto ai nostri microfoni Andrea Falsirollo, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona.

Per parlare di riqualificazione energetica, interventi e nuove tecnologie è intervenuto ai nostri microfoni Andrea Falsirollo, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona.

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Qual è la situazione degli edifici a Verona?

La rappresentazione è più o meno uguale in tutta Italia: le stime sono un 1-2% di edifici nuovi ogni anno. La base su cui lavorare è quella degli anni ’70-’80 e poi a seguire. La situazione deve migliorare perché si tratta di edifici che non sono mai entrati in un’ottica di efficientamento. Questo perché la prima legge che aveva come riferimento efficienza e isolamento delle pareti e degli edifici è nata nel 1976 ed era molto blanda, e poi nel 1991. Di strada ne abbiamo fatta ma tanti edifici sono risalenti a prima di questa legge.

Quali sono le opportunità e le criticità dell’efficientamento energetico?

Sappiamo che fare un cappotto, cambiare la caldaia ecc ha un miglioramento dell’efficienza e del rendimento: si consuma meno combustibile, ma dobbiamo vederla in maniera più ampia legata alla città e all’ambiente. L’efficientamento viene fatto per un discorso di contenimento dell’utilizzo delle materie prime, ma anche per diminuire i consumi e gli effetti di questi. Noi poniamo l’attenzione a due fattori principali: i PM10 e i più piccolo, che usiamo per definire la situazione allarmante e da cui dipendono la chiusura del traffico del centro storico; e il consumo di anidride carbonica. Noi dobbiamo tenere sotto controllo questi due effetti: le polveri sottili sono localizzate e collegate direttamente ai consumi, mentre l’altro non dipende dal luogo di produzione, è un dato più generale. Fare efficientemento sugli edifici in città vuol diminuire l’effetto delle polveri sottili, utilizzando pompe di calore invece di caldaie, o fare il cappotto, significa meno produzione locale e meno PM10. Dall’altro lato rimangono gli effetti dell’anidride carbonica, che produce poi l’effetto serra. Quando si parla di macchine elettriche che non sono inquinanti, è parzialmente vero, perché non inquinano nel luogo in cui vengono usate e ricaricate, ma lo sono altrove, per esempio in una centrale turbogas localizzata in provincia, magari, e a livello globale. Si tratta solo di spostare il problema da un luogo all’altro.

Quali sono gli interventi più veloci da realizzare?

Per quanto riguarda gli edifici, gli interventi più veloci da realizzare sono relativi agli impianti. Per diminuire i consumi, il primo intervento da fare è andare a lavorare sulla produzione del calore, quindi la caldaia. Dall’altro lato ci sono sistemi tipo i pannelli per l’acqua calda, sistemi veloci e poco costosi e hanno un buon risultato in termini di efficienza.

E quali sono invece gli interventi che avranno un maggior impatto sull’efficientamento?

Quando si parla di fare cappotto o fare l’isolamento si pensa a tutto l’involucro, ma se si pensa a interventi mirati, è possibile ottimizzare il beneficio, tramite la consulenza di un professionista, in base al beneficio in base all’investimento che viene effettuato. Se devo fare il cappotto e per vari motivi non lo voglio fare su tutto l’edificio, dovrei operare sulla parete Nord e sul sottotetto, le situazioni più disperdenti, per avere un’ottimizzazione del risultato. Questi sono gli interventi più veloci e che si ripagano prima. 

Quali tecnologie sono state o verranno messe in campo?

Grazie alle nuove normative, si sono sviluppate nuove tecnologie. Un esempio su tutte sono le caldaie ibride, entrate anche nel Superbonus. Queste caldaie sono abbinate alla pompa di calore, e uniscono i pregi e i difetti dei due sistemi di generazione del calore. La caldaia ha una buona produzione, stabile, di quello che è il calore, ma è meno efficiente di una pompa di calore, che non ha un rendimento costante e non è performante come ala caldaia. L’abbinamento di caldaie e pompe di calore ha effetto di usare due tecnologie in funzione della temperatura esterna.

Nell’efficientamento energetico non si parla di energie rinnovabili. Perché?

Sono due concetti differenti: con efficientamento intendiamo consumare meno, con energie rinnovabili intendiamo produrre energia. Noi tutti pensiamo che fare un impianto fotovoltaico o un impianto solare termico significhi fare efficientamento, ma stiamo soltanto producendo energia, che in termini economici hanno un risparmio, ma non è fare efficienza nel vero senso della parola.

Quali soluzioni potrebbero venire messe in campo dalle energie rinnovabili?

Ora va molto di moda usare le batterie di accumulo per l’energia fotovoltaica, che non avendo una produzione notturna aumentano l’utilizzo dell’energia rinnovabile nell’arco delle 24 ore e non solo nelle ore di produzione dettate dal sole. Tante volte ci si dimentica che ci sono i cosiddetto cogeneratori, che per unità familiari è poco utilizzati, ma pensando a condomini e alberghi un motore di cogenerazione permette di utilizzare metano non solo per la produzione di acqua calda ma contemporaneamente produrre energia elettrica, aumentando il rendimento. Ogni soluzione va studiata ad hoc con un professionista che possa consigliare il giusto compromesso in base alla situazione che si trova davanti.

C’è un modo per capire la convenienza? A chi ci si può rivolgere?

La convenienza è dettata da quello che si può risparmiare o può produrre un impianto energie rinnovabili, di conseguenza quello che potrebbe essere utilizzato in modo gratuito. È un calcolo che anche il singolo cittadino può fare in autonomia, ma per essere più sicuri sui termini di benefici e costi è bene confrontarsi con un professionista. All’interno dell’Ordine degli ingegneri ci sono gli ingegneri termotecnici e quelli energetici, che sono in grado di valutare correttamente la convenienza. Queste due figure possono trovare la soluzione adatta alla tipologia richiesta e fare un’analisi del tempo di ritorno dell’investimento. 

Quali soluzioni potrebbero portare un maggiore successo in futuro?

Ci sono delle soluzioni che ci sono da sempre e avranno vita e successo costante, come il cappotto per l’isolamento dell’edificio. È una situazione che continua a permanere e avrà sempre successo. Quello su cui vedo un continuo aumento sono i sistemi fotovoltaici con batterie di accumulo. Dopo un inizio difficile, credo che questo sistema con batterie di accumulo avrà sempre più successo anche abbinato al Superbonus, che incentiva questo tipo di soluzione. Un’altra tecnologia secondo me destinata ad avere successo in futuro sono le caldaie ibride. Questo perché sono un giusto compromesso della soluzione tra le due tecnologie e sono abbinabili ai sistemi fotovoltaici. Infatti alcune delle soluzioni che solitamente si vedono con il Superbonus sono proprio questi interventi. Altra soluzione molto in crescita sono le ricariche delle auto elettriche, che stanno avendo anche grazie al Superbonus una diffusione nelle abitazioni e nelle attività commerciali. 

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