Falsi corsi sulla sicurezza sul lavoro nella bassa veronese

“È un fatto grave quello accaduto ad Angiari scoperto da Striscia la Notizia che ha coinvolto uno studio di consulenza che organizza falsi corsi per i dipendenti, sulla salute e sicurezza sul lavoro”. Questo il commento di Floriano Zanoni, segretario confederale della Cgil di Verona.

Quando si affronta il tema della salute delle persone non si può scherzare; la provincia di Verona gode del primato negativo di infortuni e morti sul lavoro del Veneto. Sono 115 i morti in regione nel 2018, di cui 28 solo nella provincia scaligera (nel 2017 erano 19) e 76.486 gli infortuni denunciati in Veneto sempre nel 2018 di cui 16.125 nel veronese (erano 15.781 nel 2017).

“Per questi motivi – dice il comunicato della Cgil – è avvenuta in provincia di Verona l’incursione di Striscia la Notizia: in un territorio che vede presenti attività industriali importanti, insieme all’artigianato all’edilizia e al terziario, è impensabile vi siano così tanti rischi correlati al lavoro, compresi quelli da stress che portano al consumo di medicinali.

“Non si può nascondere la responsabilità di chi metterebbe  al primo posto il risparmio economico, compromettendo in questo caso la salute e la sicurezza delle persone; è importante per questo diffondere un’adeguata cultura della sicurezza, in particolare sul lavoro. La conoscenza permette di sapere quali sono i rischi che il lavoratore può incontrare sul campo”.

“Inoltre – continua il comunicato della Cgil – se non avvengono infortuni in azienda, l’impresa non subisce aumenti delle tariffe INAIL, non deve affrontare le complicazioni organizzative dovute alle assenze dal lavoro dei dipendenti, non rischia cause legali per risarcimento del danno biologico, ma soprattutto risponde al vincolo della responsabilità sociale di salvaguardare la salute dei cittadini anche nei luoghi di lavoro”.

“La salute e la sicurezza sul lavoro conviene a tutti – conclude il segretario della Cgil scaligera – sia in termini di diritto all’integrità della persona, sia in termini di costi economici per il sistema sanitario. Perciò è compito e responsabilità di tutti, per prima l’impresa, far sì che prosegua il cammino la cultura, la conoscenza e il rispetto della legge, perché non c’è lavoro che possa mettere in conto che per guadagnarsi lo stipendio si comprometta la vita”.

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