«È ora di scommettere e investire sul futuro»

Un banco di prova per l'Italia e Verona, una chiamata alla ripresa a cui l'Associazione Verona Network sta rispondendo con delle progettualità concrete. Abbiamo parlato con il direttore, il giornalista Matteo Scolari

di Erika Funari

Un’Associazione sempre al passo con il cambiamento che, dal 2014, raccoglie idee e progetti di oltre 60 soci. La mission è favorire il dialogo e il territorio in una rete di sinergie creando opportunità fruttuose per tutti. Tra queste, sicuramente, il piano per la ripresa dell’Europa: un pacchetto di finanziamenti a lungo termine senza precedenti nella storia continentale. L’obiettivo è un’Europa più digitale, ecologica e resiliente.

In cosa consiste il piano per la ripresa dell’Europa?

«E’ un pacchetto straordinario messo a disposizione dall’Unione con un quadro finanziario pluriennale dal valore di 1100miliardi di euro circa, al quale si aggiunge un piano straordinario il cosiddetto NetGenerationEU del valore di 750miliaridi di euro che ha come obiettivo rimettere in moto le attività che hanno subito un rallentamento durante la pandemia. Per riscostruire l’Europa, quindi, verrà stanziato un totale di 1800miliardi di euro. Ovviamente, anche a Verona ci stiamo muovendo per cogliere questa decisiva opportunità».

Come si sta muovendo l’Associazione Veorna Network e quali sono i progetti?

«L’Associazione, così come ha fatto nel 2014 con l’Expo di Milano, ora si trova di fronte a una nuova opportunità: NetGenerationEU. E’ l’occasione per mettere insieme idee e progettualità, rinsaldare con i soci la conoscenza e amicizia veicolando il messaggio decisivo della ripartenza veronese: una volontà salda che la nostra città ha sempre avuto ma che, ultimamente, ha un po’ tralasciato. In calendario diversi incontri formativi e informativi per far capire alle aziende come si può approfittare di queste misure straordinarie che l’Europa ha messo in campo in ambito economico e finanziario».

Un banco di prova per l’Italia e Verona, qual è la svolta in termini culturali, valoriali ed economici?

«Per molto tempo abbiamo messo in discussione l’efficacia e la validità dell’Unione europea; adesso, ancora imbrigliati in uno scenario pandemico, ci stiamo accorgendo quanto sia importante la presenza dell’Unione per risollevarci da questa situazione drammatica sia dal punto di vista sociale che economico. Oltre alla gestione dei vaccini, l’UE sta mettendo a disposizione l’importante risorsa del recovery plan. Verona deve rispondere con delle progettualità concrete, è una prova per l’intera nazione e per i singoli territori. E’ l’occasione dell’Italia di togliersi l’onta dei luoghi comuni e per l’Europa di dimostrare che è più forte dei suoi detrattori».

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