Confesercenti Verona: «Avvicinare i consumatori alle piccole imprese»

In vista della 10ª edizione del Premio Verona Network, dedicato alle persone e alle aziende che fanno grande Verona, l'intervista a Paolo Bissoli e Alessandro Torluccio, presidente e direttore di Confesercenti Verona, candidati nella categoria Associazioni.

Trai candidati al decimo premio Verona Network anche Confesercenti Verona, l’associazione territoriale, attiva dal 1979, che rappresenta oggi 2500 imprese del piccolo commercio.

«Come associazione – racconta il direttore Alessandro Torluccio – rappresentiamo circa 60 federazioni, dal commercio ambulante alle pompe di benzina, tabacchi, negozi di moda, agenti di commercio e immobiliari, il settore turistico. In generale, tutto ciò che può essere definito come piccolo negozio di quartiere o di vicinato».

Durante il periodo di lockdown Confesercenti ha fornito ai suoi iscritti grande assistenza in materia di credito e nuove disposizioni legate alla sicurezza. «Ci sono un sacco di norme che richiedono di reinventarsi da zero – racconta il presidente Confesercenti Verona Paolo Bissoli – ma non sempre è possibile. Alcuni negozi nel centro storico, con immobili di grande valore storico o artistico, sono molto limitati nell’intervento».

Per il futuro l’obiettivo principale è quello di cercare di ricostruire il sistema paese, ridisegnandone anche l’aspetto normativo. Troppa, ad oggi, la burocrazia che impedisce lo sviluppo di imprese e amministrazioni verso una dimensione più smart. Da rivedere, inoltre, anche il sistema di credito alle imprese.

«I dati sulle imprese non sono rassicuranti – racconta Torluccio – e molte piccole attività, dopo questo periodo di emergenza, non alzeranno più la serranda. Come Associazione stiamo partendo con una campagna molto importante di informazione a favore del consumatore, per renderlo consapevole di cosa può fare all’interno del circuito economico cittadino ogni euro da lui speso. Oggi siamo abituati all’acquisto su piattaforme che non portano nulla nel territorio, lo utilizzano a loro bisogno portando oneri da altre parti. Acquistare deve essere prima di tutto un rapporto umano e da qui serve ripartire: ogni impresa è formata da persone e ha un affetto sociale nel luogo in cui è situata, l’unicità della piccola impresa è la vita del quartiere e della nostra città. Acquistare nel piccolo negozio è la chiave di volta per tornare ad avere rapporti sociale e rinvigorire un circuito economico breve in cui tutto rimane nel territorio e il territorio ne giova».