L’Iran è interessato all’agroalimentare veronese
L’Iran è in un momento di espansione economica e guarda con grande interesse a una collaborazione nell’agroalimentare con il Veneto, in particolar modo con la provincia di Verona che è numero uno regionale nel settore primario.
È questo il senso dell’incontro avvenuto tra Confagricoltura Verona e una delegazione di alto livello in rappresentanza del governo iraniano, mirato a mettere sul tavolo le possibili convergenze economiche nel settore agroalimentare.
Della delegazione iraniana facevano parte Majid Anajafi, del ministero dell’agricoltura iraniano; Amin Shamsollahi, presidente dell’associazione di tutte le Camere di commercio dell’Iran; Mir Fakhraei, amministratore del Centro italo iraniano di cooperazione culturale ed economica (Cice) e altri membri delle Camere di commercio e funzionari governativi.
Per Confagricoltura Verona erano presenti il presidente Paolo Ferrarese, Filippo Sussi in rappresentanza della giunta di Confagricoltura Verona, Marcello Veronesi, vicepresidente di Aia e presidente di Assalzoo, l’associazione nazionale dell’industria mangimistica e Paolo Merci, direttore di Verona Mercato.

I rappresentanti iraniani hanno spiegato che la loro economia agraria, e in particolare quella della regione di Marzaki, tra le più produttive del Paese, si basa su un tessuto aziendale di medie-grandi dimensioni con una varietà nelle produzioni vasta, dalla frutta in guscio ai cereali, ma comprendente anche zafferano, uva da essiccazione, capperi, erbe officinali, girasole e cotone.
Il Paese è in grande espansione economica e i costi dell’energia, della manodopera e dei mezzi produttivi sono molto contenuti. Viene data grande attenzione alla proprietà ed esistono alcune zone dove viene fortemente incentivata l’iniziativa privata, soprattutto se straniera. Proprio per questo c’è l’intenzione di rafforzare la collaborazione con i nostri territori nei settori dell’economia e dell’agricoltura.
«L’incontro apre a interessanti prospettive per le nostre aziende agricole – sottolinea Paolo Ferrarese -, sia per l’export, sia per nuove iniziative imprenditoriali. Sono molti i prodotti a cui l’Iran è interessato, soprattutto in ambito avicolo e nella mangimistica per la pescicoltura. Inoltre, potendo contare su un bacino enorme di consumatori, l’Iran può diventare una zona strategica dove avviare attività imprenditoriali, anche alla luce dei costi di produzione contenuti».
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