Cgia: con gli artigiani chiusi proliferano gli abusivi
Molte attività commerciali e artigianali in questi giorni sono chiuse e questo ha favorito i laboratori abusivi e in nero. A dirlo è la Cgia di Mestre secondo la quale molti hanno approfittato della chiusura totale imposta a estetiste, acconciatori e della difficoltà di trovare artigiani che sono disponibili solo per le urgenze, non per gli interventi ordinari.
«Si tratta – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – degli edili, dei dipintori, degli elettricisti, dei fabbri, degli idraulici, dei manutentori di caldaie che in questi giorni stanno subendo una concorrenza sleale aggressiva».
La Cgia ricorda che, secondo l’Istat, i lavoratori “invisibili” in Italia sono 3,3 milioni. A ‘usufruire’ buona parte dei 78,5 miliardi di fatturato in nero, per la Cgia, è il Mezzogiorno. A fronte di poco più di 1.250.000 occupati irregolari (38% del totale Italia), al Sud il valore aggiunto dato dall’economia sommersa è di 26,8 miliardi (34%). La realtà meno investita dal fenomeno è il Nordest: qui è pari a 14,8 miliardi. (Ansa)
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