Casartigiani sulla manovra di bilancio: “Basta con le promesse smentite”

Un momento della manifestazione degli Ncc contro il governo a piazza della Repubblica, Roma, 18 dicembre 2018. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“Se questo è il cambiamento, noi siamo fortemente contrari e ci faremo sentire in ogni sede per difendere i nostri diritti. È arrivato il momento di far capire alla politica dell’improvvisazione che così non si può più andare avanti. Siamo stanchi della politica del tutto e il contrario di tutto e delle promesse da campagna elettorale poi puntualmente smentite”.

È una presa di posizione che non lascia spazio ad equivoci quella del presidente di Casartigiani Verona Luca Luppi a poche ore dall’approvazione della manovra di bilancio. Il testo, faticosamente approvato nella notte  con il maxiemendamento (la modifica all’art. 1 del testo di legge) che di fatto ha esautorato il Senato, è riuscito nel non facile intento di scontentare letteralmente tutti, smentendo le promesse di semplificazione e alleggerimento fiscale tanto care all’elettorato Lega-5Stelle.

Artigiani e Pmi hanno più volte sollecitato il Giano gialloverde ad intervenire su Industria 4.0 (agevolazioni alle imprese per l’acquisto di macchinari per la digitalizzazione) formazione 4.0 ( predisporre strategie per far incontrare domanda e offerta di lavoro in materia di competenze professionali), export e tutela del made in Italy. Tutto dimenticato per privilegiare quanto promesso in campagna elettorale – almeno formalmente.

“La pressione fiscale aumenterà per il reddito di cittadinanza e per le pensioni quota cento – prosegue infatti il comunicato  dell’associazione – e ad essere penalizzato è il sistema economico in generale, che in questo momento è a corto di credito, non cresce ed è gravato da una burocrazia che è sempre più opprimente, che questo Governo aveva invece proclamato di voler alleggerire”.

“Quello a cui assistiamo – sottolinea ancora il numero uno della sede scaligera del sindacato – è un attacco al Nord produttivo che distruggerà quanto si è appena salvato dalla crisi” . Il tono drammatico prosegue con i dati alla mano. Nelle previsioni delle associazioni di categoria, piccole e micro imprese, e artigiani in prima linea, si troveranno ad affrontare gli aumenti delle tasse locali,  con crescite a due cifre per IMU (+20%), Tari (+10%)  e oneri di costruzione ( dal 7 al 10% di media).

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