Cantina Giovanni Ederle: «Cominciamo a vedere la luce in fondo al tunnel»

Per il tema del giorno di oggi dedicato al settore vitivinicolo è intervenuto su Radio Adige TV Giovanni Ederle, titolare dell'omonima cantina, che ha spiegato come il mercato estero stia ripartendo e si cominci a vedere «la luce in fondo al tunnel».

Tema del giorno di oggi lo stato di salute settore vitivinicolo, uno dei comparti trainanti dell’economia del nostro Paese e in particolare del Veneto. Nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, il settore è riuscito a guadagnare, con l’export, 6,3 miliardi di euro. Secondo i dati Coldiretti, tuttavia, la pandemia ha messo in luce un fenomeno in atto da alcuni anni, ossia la perdita di valore del vino. Ad affrontare insieme a noi questo argomento su Radio Adige TV è Giovanni Ederle, titolare dell’omonima cantina.

«Con lo scoppio dell’emergenza sanitaria abbiamo naturalmente sospeso tutte le visite e le degustazioni con clienti e visitatori esterni, poi è stato stilato un protocollo ad hoc che regolasse queste attività con ingressi contingentati secondo le norme vigenti. Il vero problema sono stati gli ordini: per una piccola realtà come la mia, che produce 35mila bottiglie all’anno, i mercati di riferimento sono i ristoranti, sia in Italia sia all’estero, pertanto con il blocco della ristorazione allo stesso modo si sono bloccati gli ordini».

«A risentirne è stato soprattutto il settore Horeca, perché la grande distribuzione è andata bene. Le piccole realtà che lavorano con prodotti più di nicchia ne hanno risentito di più».

«La luce in fondo al tunnel la vediamo, all’estero iniziano a muoversi le attività ristorative in America e nel Nord Europa, quindi vediamo una ripresa d’interesse con gli ordini. Speriamo che la luce indichi la fine dell’emergenza».

«Perdere Vinitaly è sicuramente un dramma perché si perde il contatto con il compratore. Il fatto che sia stato rimandato è stato sopperito tecnologicamente bene, perché possiamo comunicare anche in videoconferenza, anche se chiaramente manca il contatto umano».

«La cantina Giovanni Ederle non vede l’ora di ripartire con le degustazioni e i pernottamenti, stiamo iniziando anche con l’allevamento di capre e la produzione di formaggi di accompagnamento. Vediamo che c’è molta voglia, da parte dei turisti, di tornare in Italia, più di prima dopo questo fermo obbligatorio».