Buoni spesa, a Verona arrivano 5 milioni di euro

Sono 28 i milioni di euro destinati al Veneto dal governo nell’ambito dell’ordinanza denominata “solidarietà alimentare”. Oltre cinque alla nostra città. CGil SPI: «Attenzione ai soggetti più emarginati».

I soldi non sono moltissimi, ma possono rappresentare una essenziale boccata d’ossigeno per chi non ha più i mezzi economici per fare la spesa a causa dell’emergenza coronavirus. Insomma, i circa 28 milioni di euro destinati al Veneto dal governo nell’ambito dell’ordinanza denominata “solidarietà alimentare” sono un segnale positivo che deve essere accolto con soddisfazione. Ma a chi andranno i buoni spesa? Molte amministrazioni stanno già definendo i criteri e i requisiti per la distribuzione, altre devono ancora decidere.

Della somma totale di euro destinata al Veneto, il 19,2% arriva alla provincia di Padova (5.321.565 euro), il 19% a quella di Verona (5.290.544 euro), il 18% a Treviso (5.035.893), il 17% a Venezia (4.769.954 euro), un altro 17% a Vicenza (4.742.875), il 5,8% a Rovigo (1.418.484) e il 4% a Belluno (1.103.652 euro).

Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia: a Venezia sono destinati 1.375.643 euro, a Verona 1.362.299, a Padova 1.113.694, a Vicenza 585.013, a Treviso 450.628, a Rovigo 270.931 e, infine, a Belluno 189.971 euro.

A vigilare sull’assegnazione dei contributi ci sarà anche lo Spi Cgil del Veneto, attraverso i propri operatori presenti in tutti i territori della regione, il quale segnalerà ai servizi sociali le situazioni delle persone più fragili e a rischio, per evitare di lasciare fuori soggetti che possono averne diritto ma che, proprio per la propria condizione di isolamento possono ignorare l’esistenza di benefici a loro favore.

«Come Spi regionale – spiega Renato Bressan, della segreteria regionale dello Spi Cgil Del Veneto – abbiamo inquadrato gli importi spettanti alle varie amministrazioni in modo da capire quante risorse ci siano per ogni singolo Comune, un elemento utile anche per le valutazioni da parte delle segreterie provinciali del nostro sindacato. La presenza capillare sui territori ci porta a contatto con molte persone che anche prima dell’emergenza vivevano al limite e che oggi si trovano del tutto impossibilitati a fare la spesa. È un discorso che può valere anche per persone anziane. Temiamo che soprattutto nelle grandi città certe situazioni di indigenza siano sconosciute anche per una scelta di emarginazione da parte del diretto interessato. Ricordiamo che il contributo previsto per ogni territorio – calcolato per l’80% sul numero dei residenti e per un 20% sulla differenza fra reddito 2017 e media nazionale) – verrà appunto gestito dai Comuni che si avvarranno anche dell’aiuto del terzo settore per la distribuzione della spesa”.

«In questo periodo particolare – conclude Bressan – i dubbi, le paure, le domande, le perplessità, i consigli espressi dalle fasce più deboli della popolazione veneta, in particolare quella formata dagli ultraottantenni, sono numerosissimi. Per questo abbiamo deciso di lanciare la campagna “Lo Spi c’è”, che garantisce un contatto costante telefonico con i nostri operatori delle varie province. Tutte le informazioni si trovano sul sito www.spi.veneto.it, alla sezione “coronavirus i contatti telefonici del nostro sindacato».

ProvincePopolazioneContributo totale solidarietà alimentare% su tot. Veneto
Belluno202.9501.103.6524%
Padova937.9085.321.56519,2%
Rovigo234.9371.418.4845,2%
Treviso887.8065.035.89318,3%
Venezia853.3384.769.95417,1%
Verona926.4975.290.54419%
Vicenza862.4184.742.87517,2%
tot. VENETO4.905.85427.682.967100%
CapoluoghiPopolazioneContributo totale solidarietà alimentare% su tot. Provincia
Belluno35.833189.97117,2%
Padova210.9081.113.69420,9%
Rovigo51.104270.93119,1%
Treviso84.999450.6289%
Venezia260.5201.375.64328,8%
Verona257.9931.362.29925,8%
Vicenza862.418585.01312,3%