Brexit: quale futuro per l’export veronese e veneto?

Crescono i timori degli imprenditori in vista della Brexit. Ma quanto vale il mercato delle esportazioni verso il Regno Unito per le imprese veronesi e venete? I dati di Confartigianato.

Mancano meno di 10 giorni dalla data fissata per la Brexit (29 marzo), ma l’accordo tra governo britannico e Ue sembra sempre più distante. Il primo ministro Theresa May ha già chiesto un rinvio della scadenza per l’uscita, per tentare di superare le divisioni interne nel governo e in Parlamento.

Ma quanto vale il mercato d’oltremanica per Verona? Nel 2018 il valore delle esportazioni manifatturiere della provincia ha raggiunto i 693 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente (ufficio studi di Confartigianato Imprese Veneto, fonte Istat). In testa i settori dell’abbigliamento, del tessile e dell’arredamento. Le imprese venete, invece, hanno esportato merci per 3,5 miliardi di euro.

Il futuro del settore dipende dalla piega che prenderà la questione politica nei prossimi giorni. Agostino Bonomo, Presidente di Confartigianato Imprese Veneteo, sottolinea i diversi scenari possibili: la previsione di una nuova scadenza a lungo termine per il divorzio dall’Ue, un secondo referendum e, nella peggiore delle ipotesi, un’uscita senza intesa commerciale (Hard Brexit).

Andrea Bissoli, Presidente di Confartigianato Verona, si fa portavoce dei timori degli imprenditori: lavoreremo con un paese extra Ue? Torneranno in vigore dazi e tariffe? In una prospettiva di mercati chiusi, nuove tasse sulle merci porterebbero all’aumento del costo finale per gli inglesi. Senza contare il maggiore carico burocratico che graverebbe sulle spalle della produttività italiana, già satura di cavilli legali.

L’Italia non vuole, però, farsi trovare impreparata ad un’eventuale Hard Brexit. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha predisposto un documento con tutte le indicazioni utili nel caso l’uscita senza accordo diventi realtà. Obiettivo è far fronte all’incertezza delle istituzioni britanniche ed europee, per tutelare i cittadini italiani residenti in UK e quelli inglesi che vivono in italia, nonché per garantire l’operatività del mercato.

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