Banca Valsabbina, nel 2019 utile a 20,3 milioni

Approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2019 per il Consiglio di Amministrazione di Banca Valsabbina, che evidenzia un utile netto di € 20,3 milioni.

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La filiale di viale del Lavoro a Verona di Banca Valsabbina

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Valsabbina ha approvato, nella seduta di ieri, il progetto di bilancio al 31 dicembre 2019, che evidenzia un utile netto di € 20,3 milioni, risultato di una solida crescita delle masse amministrate, della prosecuzione del processo di riduzione dei crediti deteriorati e delle politiche di diversificazione delle attività, previste dal piano strategico e attivate dalla Banca. 

All’Assemblea dei soci verrà proposta la distribuzione di un dividendo unitario complessivo di € 0,23, da corrispondersi nella misura di € 0,18 in denaro ed € 0,05 in azioni, nel rapporto di una azione assegnata ogni 88 possedute. Il dividendo percepito – rapportato all’attuale quotazione del titolo sociale di € 4,38 – corrisponde ad un rendimento del 5,25%.

A fine periodo la raccolta diretta è stata pari a € 3.830 milioni, in crescita del 18,09% rispetto al 31 dicembre 2018. Molto positivo l’aumento della raccolta sui conti correnti (+15,41%) e dei time deposit (+41,95%). L’importante incremento di quest’ultima categoria è da attribuire anche al prodotto “Conto Twist” – conto deposito completamente on-line lanciato a fine 2018 – che ha permesso, grazie a condizioni competitive, di raggiungere nuova clientela anche dislocata in territori nei quali la Banca non è presente.

La raccolta indiretta da clientela si colloca a € 2 miliardi e 111 milioni in aumento del 16,75% rispetto al valore al 31 dicembre 2018 grazie al positivo andamento delle sottoscrizioni di fondi comuni (+24,97%), della raccolta assicurativa (+12,16%) ed in generale delle quotazioni sui mercati finanziari nel corso del 2019.

Il risparmio gestito ammonta così a € 1.281 milioni registrando un aumento complessivo del 19,75% e passando dal 59,16% al 60,68% del totale della raccolta indiretta. Gli impieghi – finanziamenti a clientela in bonis (al netto quindi delle cessioni di deteriorati) sono pari ad € 2.960 milioni, evidenziando una crescita del 4,09% rispetto al 31 dicembre 2018.

Nella stessa logica di potenziamento della struttura e della qualità dell’offerta, sono stati concepiti ormai da tempo strumenti qualificati o, in tempi più recenti, strumenti assistiti dalla garanzia del Fondo Europeo Investimenti con il quale è stato rinnovato il plafond per € 50 milioni per altri due anni. Complessivamente sono già stati erogati circa 60 milioni alle imprese nell’ambito del programma InnovFin.

Infine, nell’ambito dei programmi di acquisto crediti vantati dalle imprese verso la Pubblica Amministrazione, attuati principalmente mediante il veicolo “Valsabbina Investimenti”, al 31 dicembre 2019 i crediti in essere hanno raggiunto i 200 milioni, permettendo a molte Pmi fornitrici di enti pubblici di accorciare sensibilmente i tempi di incasso dei propri crediti.

I crediti deteriorati si sono ulteriormente ridotti nell’ultimo anno, anticipando le previsioni del Piano Npl presentato all’Organo di Vigilanza. L’importo complessivo dei crediti deteriorati lordi passa dai € 430 milioni del 2018 ai € 303 milioni di fine 2019. La diminuzione delle sofferenze, oltre alle attività di recupero ordinarie, è dovuta ad attività di derisking adottate dalla Banca.

Il piano strategico Npl 2019-2021 della Banca prevedeva il raggiungimento per l’esercizio in esame di un NPLs ratio lordo del 9,8% e un NPLs ratio netto del 6,5%. Il patrimonio netto al 31 dicembre 2019 ammonta ad € 346,7 milioni, in aumento del 4,82% rispetto all’anno precedente.

La compagine sociale ha avuto un leggero ma significativo incremento (+1,8%) rispetto all’anno precedente, confermando Banca Valsabbina una delle realtà più partecipate tra tutte le popolari. In valore assoluto il numero dei soci è passato da 39.119 al 31 dicembre 2018 a 39.719 di fine 2019.

Il numero dei conti correnti aperti presso gli sportelli fisici della Banca risulta ancora in sensibile aumento, passando da n. 83.010 a n. 87.653 (+5,6%). Il margine di interesse si attesta ad € 73 milioni, in aumento (+3,27%) rispetto al 2018. Le commissioni nette ammontano ad € 36 milioni, con un significativo incremento (+14,83%) rispetto all’anno precedente.

Le rettifiche di valore su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value con impatto sulla Redditività complessiva, al netto delle riprese, ammontano ad € 17,4 milioni (€ 14,3 milioni nell’esercizio precedente). Il risultato netto della gestione finanziaria si attesta, alla luce di quanto sopra illustrato, a € 107,7 milioni contro i 91 del 2018 (+18,43%).

I costi operativi ammontano ad € 81,5 milioni, contro gli € 74,6 milioni dell’anno 2018 (+9,18%) riflettendo l’incremento dei dipendenti in organico e investimenti necessari a sostenere la crescita dell’Istituto. Il cost income, dato dal rapporto tra costi operativi e margine d’intermediazione, è pari al 64,82%. L’utile ante imposte risulta di € 25,7 milioni, contro i 15,9 del 2018 mentre l’utile netto è di € 20,3 milioni rispetto ai 15,2 dello scorso anno.