Apindustria Confimi Verona e Confimi Industria Veneto a confronto con la Regione sul PNRR

Incontro on line promosso dalle associazioni di categoria per discutere punti di forza e criticità della declinazione nel territorio regionale del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza. «È importante continuare a mantenere aperto il dialogo» afferma l'assessore Marcato.

Non solo un’opportunità economica e sociale, ma un’occasione di crescita e sviluppo del sistema Paese che sia sostenibile e duratura. Numerose sono le questioni che interessano le piccole e medie imprese per quanto riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Per approfondire punti di forza e criticità, Apindustria Confimi Verona e Confimi Industria Veneto hanno organizzato mercoledì scorso un incontro on line per aprire il confronto e dialogo tra imprenditori e Regione Veneto, rappresentata dall’assessore allo Sviluppo economico Roberto Marcato.

«Per le attività manifatturiere è un momento di svolta. Il 2021 dev’essere l’anno della ripresa, della rinascita della nostra economia, dopo la crisi pandemica. Il Veneto è regione di riferimento per il nostro Paese, che ha avuto un 2020 in flessione, perché aveva manifestato negli anni precedenti una percentuale di crescita superiore alla media. Ma è la regione che, dicono le statistiche, riprenderà più velocemente» ha esordito Renato Della Bella, nella duplice veste di presidente di Apindustria Confimi Verona e di Confimi Industria Veneto, confederazione che riunisce oltre 2mila aziende con un indotto diretto di 40mila addetti e un aggregato di 14 miliardi di fatturato lordo. 

Molte imprese hanno ripreso a lavorare a pieno, anzi sono alla ricerca di personale qualificato: segnali positivi che confermano le PMI struttura portante dell’economia nazionale e veneta. «Bisogna che le piccole e medie imprese evolvano ulteriormente, in un percorso di crescita, ora che siamo alla vigilia della partenza del PNRR per sbloccare fondi nelle varie declinazioni per cui sono stati decisi. Come aziende abbiamo bisogno di essere performanti e di poter lavorare nel miglior modo possibile, quindi tematiche come digitalizzazione e sburocratizzazione sono tra le nostre priorità» ha sottolineato. 

I temi sottoposti all’attenzione dell’esponente regionale s’intrecciano in parte con le istanze presentate, a fine anno scorso, nel Manifesto delle PMI di Confimi Industria Veneto. «Sono soprattutto questioni di materia regionale, imprescindibili dal nostro futuro sviluppo economico» ha aggiunto Alessandro Trentin, vicepresidente vicario di Confimi Industria Veneto.

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«Riguardano infrastrutture immateriali, come la fibra ottica, per essere al passo con competitor internazionali. Infrastrutture materiali, come alta velocità e ferrovie per passeggeri e merci, oltre allo sviluppo di una logistica portuale integrata e intesa come driver strategico» ha spiegato. 

Altre questioni di rilevanza riguardano burocrazia e carico burocratico in termini di oneri e adempimenti che pesano come costo gravoso sugli imprenditori: risorse sottratte a investimenti che potrebbero essere utilizzati per investire in occupazione e formazione. Infine la promozione della sostenibilità finanziaria, sociale e ambientale nella gestione d’impresa, favorendo la trasformazione in società benefit con l’introduzione di sistemi di controllo certificati. 

«Lavoriamo da tempo su queste tematiche. Già ad agosto ho convocato le categorie economiche in previsione di un’apertura nei confronti delle regioni, chiedendo quali fossero le linee da tracciare nel Piano di resilienza regionale, da inviare al governo. Ne è nata una delibera di giunta che è, di fatto, il Piano di resilienza del Veneto» ha puntualizzato Marcato. 

Per quanto riguarda le PMI, le richieste riguardano il sostegno al rafforzamento digitale del sistema turistico, alla competitività delle filiere produttive, all’accesso al credito, allo sviluppo dell’artigianato e dei sistemi produttivi. Sono stati segnalati anche argomenti che non trovano ristoro nel programma nazionale. «Uno tra tutti, il porto di Venezia. Lo sviluppo economico della nostra regione non può prescindere da una posizione forte del porto di Venezia, che deve diventare crocevia di scambi commerciali internazionali» ha aggiunto l’assessore. 

«I distretti produttivi – ha proseguito l’assessore regionale – devono essere innovati e rinnovati in un concetto di rete. Un ragionamento importante deve riguardare la sostenibilità. Il PNRR vede nella transizione la matrice ecologica, ma dobbiamo riuscire ad agganciare le nostre PMI a questa transizione, in modo che abbiano la capacità di sprigionare PIL». Quanto alla burocrazia, sarà necessaria una revisione complessiva dell’apparato burocratico nazionale per agevolare gli imprenditori. 

«Sul futuro economico del Veneto – ha precisato Marcato – i dati sono confortanti. Ho sempre avuto la convinzione che la pandemia sarebbe stata una crisi violenta, ma estremamente veloce, che non avrebbe intaccato il tessuto produttivo in maniera strutturale. Così si sta rivelando».

Ad esclusione di settori che hanno pagato un prezzo enorme (per esempio spettacolo, turismo e in parte il commercio). «A noi il compito di cogliere questa situazione e fare tutto ciò che è possibile per consentire al Veneto di avere i motori a pieno regime. Se continuiamo a mantenere il dialogo avuto in questi mesi con le associazioni di categoria che rappresentano le imprese – ha concluso – sono sicuro che questo metodo, basato sulla concertazione e la condivisione territoriale, pagherà». 

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