Agenda digitale, bando con Anci per smart working

La giunta regionale ha approvato una delibera che prevede l’avvio di una collaborazione con ANCI Veneto per la gestione di un bando pubblico destinato a piccoli Comuni veneti. L’accordo, infatti, dà seguito allo stanziamento da parte della Giunta regionale di 500.000 per un bando diretto alla concessione di contributi ad amministrazioni comunali a parziale copertura delle spese sostenute, a fronte dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, per adottare modalità di lavoro in smart working attraverso l’acquisizione di dotazioni tecnologiche/servizi.

«Si tratta di un importante provvedimento a sostegno dei nostri enti locali più piccoli, – sottolinea il Vicepresidente della Regione, che ha proposto la delibera – che da un lato rafforza la collaborazione con ANCI Veneto e dall’altro permetterà ai Comuni veneti fino a 10.000 abitanti di attingere ad importanti risorse economiche per far fronte alle spese eccezionali dovute al periodo di emergenza sanitaria vissuta».

La Regione ha avviato da tempo con ANCI Veneto una collaborazione che si è resa più stretta in occasione dell’emergenza, soprattutto per quanto riguarda i temi dell’Agenda Digitale, allo scopo di favorire e supportare lo sviluppo dello smart working e degli strumenti di lavoro agile all’interno degli enti locali, in particolare quelli di minori dimensioni e, quindi, dalle risorse limitate.

«È stato chiesto ad ANCI Veneto di farsi carico, senza ulteriori oneri per l’Amministrazione regionale, dell’intero processo di gestione del bando che garantisce 500.000 euro per i piccoli Comuni – spiega ancora il Vicepresidente – ANCI provvederà a predisporre il bando, valutare le domande, monitorare/rendicontare le spese sostenute da ogni singola Amministrazione beneficiaria e liquidare i contributi. Tutto ciò garantirà procedure più snelle e la possibilità dei Comuni di accedere prima alle risorse».

La proposta di ANCI Veneto, contenente modalità e tempistica dell’iniziativa, prevede quali beneficiari i Comuni veneti con popolazione fino a 10.000 abitanti. Per ciascun Comune beneficiario è previsto che la quota del contributo regionale possa coprire fino al massimo del 50% della spesa documentata e finalizzata in particolare all’acquisizione di: PC portatili o tablet e relativi componenti; dispositivi per connessione in rete; attivazione accessi VPN; apparati per l’integrazione con soluzioni cloud e/o data-center; apparati per il potenziamento di rete e firewall comprensivi di spese di installazione; virtualizzazione di applicazioni; aggiornamento e/o potenziamento antivirus e anti-malware. La proposta prevede, inoltre, che le spese per cui si richiede il contributo siano state sostenute a seguito dell’entrata in vigore del D.L. n. 18/2020 e pertanto direttamente correlate all’emergenza epidemiologica.