A Fieragricola preoccupati per la guerra, Coldiretti: «Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai»
Contro la guerra che fa perdere vite umane e mette in pericolo il futuro di una intera generazione nata dopo la caduta del muro di Berlino. I giovani agricoltori della Coldiretti hanno lasciato le campagne per scendere in piazza a sostegno dei colloqui di pace con trattori, mucche e campanacci in occasione dell’apertura della Fieragricola di Verona, segnata dallo sconvolgimento del mercato mondiale del cibo con il rischio della perdita del lavoro, della stabilità economica ma anche delle forniture alimentari e dell’inflazione che aumenta povertà e fame in Italia e nel mondo.
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I rincari energetici spinti dal conflitto portano i costi di produzione nelle campagne ben oltre il livello della sostenibilità economica mettendo a rischio le aziende agricole, il carrello della spesa delle famiglie e l’indipendenza alimentare del Paese. I giovani della Coldiretti indossano i propri indumenti e strumenti di lavoro, dalla tuta e gli stivali di chi accudisce gli animali nelle stalle alle reti dei pescatori, fino alle tute degli apicoltori.
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Numerosi i cartelli di protesta “Mettete i fiori nei vostri cannoni”, “Fermiamo la guerra dei prezzi”, “Si muore di bombe e fame” e “Svuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai”, con le armi che sono tornate a sparare e i granai che sono svuotati con il rischio reale di scaffali deserti ma anche di speculazioni e carestie che nel passato hanno provocato tensioni sociali e politiche e flussi migratori.
In piazza anche il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, assieme alla delegata dei giovani Coldiretti Veronica Barbati che veste un colbacco russo con il simbolo della pace, mentre le giovani indossano corone fatte con i fiori dei vivai italiani e accanto alle bandiere della Coldiretti sventolano quelle gialle e blu dell’Ucraina.
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Presenti anche il Presidente del Veneto e il sindaco di Verona
Presenti alla manifestazione di Coldiretti a Fieragricola anche il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Federico Sboarina.
«I civili ucraini in fuga dalla guerra che stanno arrivando in Veneto e in tutta Italia hanno bisogno di aiuto immediato. Per prima cosa è quindi necessario evitare le complicazioni burocratiche prodotte dall’ufficio complicazione affari semplici nazionale» ha detto il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.
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«Per i profughi – ha aggiunto Zaia – è ad esempio necessario attuare subito una deroga al super greenpass, che non possono ovviamente avere perché, anche i vaccinati, lo sono con lo Sputnik. L’Ema deve riconoscere al più presto questo vaccino altrimenti si troveranno di fronte a un blocco insuperabile di tipo sanitario».
«Ma non basta – ha incalzato Zaia – perché è necessario facilitare al massimo, con una sburocratizzazione d’emergenza, le assunzioni di chi è arrivato e cerca lavoro. Io stesso sto ricevendo offerte e disponibilità dal mondo del turismo, dell’impresa, del commercio e deve essere fatto in modo che chi vuole assumere lo possa fare velocemente e senza lacci burocratici».
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