Verona celebra i 25 anni UNESCO con un nuovo cammino tra le mura di Cangrande
Redazione
Valorizzare la conoscenza della cinta muraria cittadina con la proposta di un nuovo percorso pedonale di visita, immerso nel verde e con scorci panoramici sulla città. È quanto è stato realizzato dal Comune di Verona con un progetto turistico rivolto alle mura di Cangrande, un tratto della cinta muraria che, assieme al centro storico, ha consentito a Verona di essere riconosciuta città del patrimonio mondiale dell’Unesco nell’anno 2000, di cui quest’anno ricade il 25esimo anniversario.
Il percorso collega il Parco della Provianda di Santa Marta con il prato di Castello San Felice e si snoda all’interno del Parco delle mura tra Veronetta e la collina, attraverso il primo tratto del corridoio ecologico delle Torricelle.
Una nuova possibilità di passeggiata, a poca distanza dal centro storico, per tutti i cittadini e i turisti appassionati di cultura, storia e natura.
Il percorso
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Il progetto di visita, già realizzato e percorribile, è stato presentato venerdì mattina dall’assessora alla Cultura, Turismo e Rapporti con l’Unesco Marta Ugolini insieme al responsabile dell’Ufficio Conservazione e valorizzazione sito UNESCO e Cinta Muraria, Ettore Napione, e Federica Collato, co-fondatrice di Cooperativa sociale Reverse.
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«L’obiettivo è creare dei prodotti turistici, in questo caso dei percorsi di escursionismo – spiega l’assessora Marta Ugolini – che possano portare le persone al di fuori di quelli che sono i luoghi più battuti della città. Le mura magistrali diventano così un nuovo luogo di visita, un percorso che offre la possibilità di ammirare anche i reperti delle parti veneziane e le aggiunte asburgiche. Storia e cultura che si mescolano insieme, che cittadini e cittadine e turisti potranno approfondire grazie ai cartelli informativi posizionati lungo il percorso. Per cui si vede e si capisce quello che si guardando perché se è vero che si vede quello che si sa, la segnaletica aiuta a leggere il patrimonio culturale che spesso abbiamo, ma non sappiamo riconoscere come tale».
Il cammino, lungo poco più di due chilometri, attraversa sette secoli di storia delle mura di Verona, facendo conoscere le difese costruite da Cangrande della Scala (1324-1327), le rondelle aggiunte dalla Repubblica di Venezia nel Cinquecento, le trasformazioni realizzate dall’esercito asburgico tra il 1830 e il 1865.
L’itinerario si compone di dodici cartelli, con una breve spiegazione dei monumenti.
Queste le tappe descritte dai pannelli:
- Porta Campofiore,
- Provianda di Santa Marta,
- Bastione delle Maddalene,
- Porta Vescovo,
- Batteria di Scarpa,
- Rondella di San Zeno in Monte,
- Rondella della Grotta,
- Castello San Felice.
Lungo il percorso sono state posizionate dodici panchine, con vista panoramica sulla città, e dieci elementi segnapasso.
Il percorso presenta una parte asfaltata, una parte sterrata e un tratto in salita, non è consigliato alle persone con difficoltà di deambulazione. L’itinerario richiede altresì di indossare delle scarpe sportive.
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«Abbiamo curato sia la parte progettuale che tutta la realizzazione – dichiara Federica Collato – e ci teniamo in particolare a segnalare che tutte le componenti in legno poste all’interno del percorso sono state lavorate nel laboratorio di falegnameria artigianale che gestiamo dal 2016 all’interno della Casa circondariale di Montorio. Un’occasione quindi di formazione e lavoro per la popolazione detenuta».
L’iniziativa è stata resa possibile dal progetto “Smart Verona, città patrimonio mondiale UNESCO” presentato nel 2022 dal Comune di Verona e finanziato dal Ministero del Turismo con fondi volti alla valorizzazione dei Comuni a vocazione turistico – culturale, nei cui territori sono siti riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità e dei Comuni appartenenti alla rete delle città creative dell’UNESCO.
I pannelli e gli elementi di arredo, costruiti in legno e ferro, sono stati progettati dagli architetti Nicola Gastaldo ed Emilia Quattrina di Reverse, Cooperativa Sociale Impresa Sociale, con l’obiettivo di inserire armonicamente i diversi segni nel contesto storico e naturalistico.
I testi descrittivi, a cui rimanda un QRcode su ciascun pannello, sono disponibili anche in lingua inglese sul sito del Turismo, alla pagina dedicata al percorso.
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