Unesco, Tocatì candidato ufficiale a patrimonio immateriale 2022

Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che si è riunito oggi in modalità telematica, ha approvato la candidatura del Festival dei giochi in strada all’esame del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale per il ciclo 2022.

Tocatì patrimonio dell'unesco?
Tocatì, Festival dei giochi in strada.

Ora è ufficiale, Tocatì, il Festival dei giochi in strada, si presenterà all’esame del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale per il ciclo 2022 in veste di candidato ufficiale assieme a Cavalli Lipizzani.

Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che si è riunito oggi in modalità telematica, sotto la presidenza di Franco Bernabè, ha approvato le due candidature italiane con il nome ufficiale di “Tocatì, a shared programme for the safeguarding of traditional games and sports” e “Cavalli Lipizzani – Lipizzan horse breeding traditions”.

«Tocatì è una candidatura transnazionale relativa al Registro delle Buone Pratiche della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, con capofila l’Italia e comprendente Belgio, Cipro, Croazia e Francia. – si legge nella nota di Unesco Italia – La proposta intende tutelare i giochi tradizionali, radicati nella vita quotidiana delle comunità e rientranti a pieno titolo in quelle pratiche sociali in grado di diventare espressioni della vita quotidiana, di riti e contesti festivi comuni ad ampie aree dell’ Europa».

La soddisfazione del ministro Dario Franceschini

Dario Franceschini
Il ministro Dario Franceschini

«La candidatura del Tocatì al Registro delle buone pratiche Unesco è davvero una bella notizia che ci fa ben sperare nel futuro. I giochi antichi sono pratiche radicate nella vita delle comunità che migliorano la coesione sociale. Superato il deserto della pandemia torneremo a giocare nelle strade e nelle piazze delle nostre città». Così il Ministro della cultura Dario Franceschini nel giorno in cui il Consiglio Esecutivo della Commissione Nazionale italiana per l’UNESCO ha deliberato la candidatura italiana Unesco del Tocatì al Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

Il Tocatì – programma condiviso di salvaguardia dei giochi antichi e tradizionali – è un progetto multinazionale promosso dalla città di Verona dedicato alla ludo-diversità, con capofila l’Italia e compartecipato da Francia, Belgio, Croazia, Cipro. Il percorso di patrimonializzazione, promosso dall’iniziativa della comunità ludica “Associazione Giochi Antichi” e dal “Festival Tocatì” di Verona, include una vasta rete di gruppi ludici istituzioni e stakeholders diffusi nell’intero territorio italiano, quale esempio di cooperazione nazionale ed internazionale basata fortemente sullo scambio di conoscenze, esperienze e di ricerca partecipativa. L’Ufficio Unesco del Ministero della Cultura ha coordinato l’attività istruttoria di candidatura in collaborazione con gli altri Ministeri stranieri e le comunità di pratica direttamente interessate. La candidatura sarà sottoposta, attraverso la Rappresentanza italiana presso l’Unesco, alla valutazione da parte degli organi tecnici della Convenzione Unesco del 2003 e consultivi del Comitato Intergovernativo, il cui esito è atteso nel 2022.

Un’immagine di un gioco in Piazza delle Erbe (Foto Archivio)

L’altra candidatura e il Rito (Arte) del caffè espresso italiano tradizionale

Cavallo Lipizzano
Cavallo Lipizzano

“Cavalli Lipizzani” è una candidatura transnazionale con capofila la Slovenia e comprende, oltre all’Italia, Austria, Bosnia, Croazia, Ungheria, Romania e Slovacchia. L’allevamento del cavallo Lipizzano rappresenta un complesso patrimonio di conoscenze e pratiche tramandatesi nel corso dei secoli nelle aree politicamente e geograficamente assoggettate all’influenza asburgica. Dalla creazione della razza nel 1580 presso la città di Lipica, nell’odierna Slovenia, il cavallo Lipizzano si è diffuso in tutti i paesi dell’impero austro-ungarico, implementando infrastrutture, architetture e saperi che continuano ancora oggi.

Il Consiglio Direttivo ha poi esaminato i dossier di candidatura del “Rito (Arte) del caffè espresso italiano tradizionale” e, in subordine, de “La Cultura del caffè napoletano tra rito e socialità”, come richiesto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Proposta dal Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale di Treviso, la Candidatura del Caffè espresso italiano tradizionale si concentra sull’importanza del consumo della bevanda come rito quotidiano diventato emblema di un’intera nazione. La candidatura del caffè napoletano, proposta dalla Regione Campania, si concentra sulle torrefazioni, i locali storici e le peculiari abitudini di consumo stratificatesi nella città di Napoli e già descritte nel Viaggio in Italia di Goethe.

Al riguardo, il Consiglio Direttivo ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dai proponenti di entrambe le candidatura sul caffe e ha accolto con soddisfazione l’impegno del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ad approfondire i contatti con i proponenti al fine di addivenire a una candidatura unica in vista del riesame nel 2022 per il ciclo 2023 quando sarà possibile l’esame della candidatura nazionale per l’iscrizione alla Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale che avviene infatti ogni due anni (dopo il 2021 il 2023). Questo lavoro consentirà di presentare al Consiglio Direttivo una candidatura più solida e rappresentativa del panorama culturale italiano, in modo da evidenziarne ulteriormente gli elementi rituali, conviviali e di socialità.

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