Storia Film Fest: a Cerro Veronese il cinema come specchio della storia
Il 6 gennaio 1896, il pubblico parigino visse un’esperienza indimenticabile: nella sala di proiezione apparve per la prima volta “Arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat” dei fratelli Lumière. La leggenda narra che gli spettatori, terrorizzati dalla visione del treno in avvicinamento, si siano dati alla fuga. Sebbene questa reazione di panico collettivo sia stata in gran parte esagerata, l’episodio rimane un simbolo del potere di suggestione del cinema, che per decenni avrebbe affascinato le masse, influenzando la società e modificando il modo di interpretare la realtà.
Oggi, lo Storia Film Fest, iniziativa parte di Mescolanze Festival, a Cerro Veronese, in programma dal 7 al 10 novembre rende omaggio a questo straordinario potere evocativo del cinema, esplorando come, nei secoli, il grande schermo abbia contribuito a plasmare narrazioni e ideologie. La rassegna, dedicata alla storia antica e moderna, personale e sociale, intende portare alla luce i meccanismi attraverso cui i media audiovisivi hanno spesso plasmato la percezione collettiva di eventi storici e culturali.
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Dai primi cinegiornali propagandistici della Prima Guerra Mondiale, alla raffinata macchina della propaganda fascista, fino al coinvolgimento di Hollywood durante la Seconda Guerra Mondiale, il cinema è stato uno strumento potente nelle mani degli stati per condizionare l’opinione pubblica. Un percorso che prosegue nel nostro presente, dove il confine tra informazione e persuasione è sempre più labile, e dove i media moderni riescono a influenzare comportamenti e opinioni con tecniche sottili e pervasive.
Il ruolo della propaganda e la lotta alla disinformazione
Il Storia Film Fest non si limita alla proiezione di film: si propone come un punto di riflessione, coinvolgendo esperti, registi e storici per analizzare il cinema come strumento di propaganda e di disinformazione. Tra gli ospiti di questa prima edizione figurano il regista Leonardo Timperi, già direttore dell’Archivio Luce; Mauro Vittorio Quattrina e Johnny Calà, registi impegnati nella narrazione storica; Alessandro Norsa, psicologo e psicoterapeuta; Fausto Biroslavo, giornalista e inviato di guerra; l’antropologo Massimo Centini; lo storico Pietro Beccherle e il fumettologo Sebastiano Munafò. La rassegna culminerà con l’intervento della scrittrice e performer Arianna Porcelli Safonov, che chiuderà l’evento con il suo talk-reading “Storie di Matti”.
Cinema e giovani: un video contest per le scuole
Il festival si rivolge anche ai più giovani, promuovendo un video contest per studenti delle scuole secondarie. Gli studenti avranno l’opportunità di esprimere il loro pensiero critico attraverso la realizzazione di cortometraggi, docu-film o videoclip, raccontando eventi storici con la loro personale chiave di lettura.
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Il programma
Giovedì 7 novembre
Ore 20.45. Conversazione e visione documentari

- STORIA E PROPAGANDA DI CARTOON. MAURO V. QUATTRINA storico e regista. Rassegna di cortometraggi della Walt Disney con Topolino, Pluto, Paperino e la sua banda utilizzati per promuovere arruolamento per lo “Zio Sam”. Altri documenti e fumetti provenienti dall’Istituto Luce e dall’archivio Quattrina, appartenenti alla propaganda del ventennio.
- GUERRA E PROPAGANDA. DOVE SI NASCONDE – LA VERITA. STORIE DI UN CORRISPONDENTE DI GUERRA. FAUSTO BILOSLAVO giornalista/inviato di guerra in dialogo con MARCO L. ZANCHI (direttore artistico Mescolanze) e MAURO VITTORIO QUATTRINA (storico e regista). Le orbite rossastre di un bimbo soldato che ha già visto troppo, lo sguardo terrorizzato di un prigioniero che attende il plotone di esecuzione, l’ultimo rigagnolo di vita nelle pupille di un ferito. Sono gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Ma gli occhi della guerra siamo anche noi, giornalisti, fotografi, cineoperatori fatalmente attratti da conflitti esotici, dimenticati o alle porte di case. Talvolta non sappiamo starne lontani, perché reportage e guerre non sono più un mestiere, ma la nostra vita e la nostra dannata, maledetta passione. Ingresso gratuito
Venerdì 8 novembre
- Ore 17.00. Visone con introduzione documentari FIORI NELLA BUFERA – I BAMBINI CI GIOCANO. A cura della FONDAZIONE DON GNOCCHI. Documentari ideati e prodotti da don Carlo Gnocchi – oggi beato – a cavallo tra gli Anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso per sensibilizzare bambini e ragazzi al dramma delle bombe e delle mine inesplose e per chiedere sostegno all’Opera da lui avviata in quegli anni nel Paese a favore dei piccoli mutilati. Ai due lavori prestarono la propria collaborazione nomi di spicco come Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, altri (tra i quali il maestro Arturo Toscanini) non fecero mancare il proprio contributo. Ingresso gratuito
- Ore 18.30. Conversazione e visione LA STORIA RIVEDUTA E SCORRETTA. MAURO V. QUATTRINA storico e regista. Cinema di propaganda in tempo di guerra, l’uso dei cinegiornali e dei cartoni animati per la divulgazione di false informazione verso la popolazione. E molto prima assistere ad immagini in movimento, in schermi di grandi dimensioni dove il pubblico partecipava applaudendo o ritraendosi alla proiezione (gennaio del 1896 la famosa locomotiva che andava incontro al pubblico). Ecco quindi la nascita di un mito «falso». Il cinema arrivava diretto anche alle classi meno alfabetizzate che prendevano per verità assoluta quello che vedevano e sentivano. Ecco quindi che già nella prima guerra mondiale troviamo reels di propaganda da parte di tutti gli stati belligeranti ed addirittura cartoni animati. La tecnica cinema/propaganda iniziò sempre più a svilupparsi tanto che raggiunse un alto punto di perfezione in Italia grazie ai filmati del fascismo. La seconda guerra mondiale trovò un apice mai raggiunto prima con produzioni di Walt Disney, Fritz Lang, John Ford e tanti altri. Negli Stati Uniti si coniò il termine: «Hollywood va alla guerra». Ingresso gratuito
- Ore 20.45. Film FANGO E GLORIA. LA GRANDE GUERRA. Regia di LEONARDO TIBERI. Prima Guerra Mondiale. Mario, figlio della borghesia di provincia, è convinto che l’Italia non entrerà nel conflitto, e frequenta l’amico donnaiolo Emilio e la fidanzata Agnese convinto che tutti e tre invecchieranno insieme nella quiete dell’Emilia Romagna. Invece sia Mario che Emilio vengono arruolati e mandati al fronte, dove combatteranno sperando di tornare a casa vivi. Questo docu-film è un curioso esperimento cinematografico, che collega immagini di repertorio tratte dagli archivi dell’Istituto Luce con sequenze di fiction che raccontano ciò che potrebbe nascondersi dietro ogni milite ignoto, irriconoscibile ma ricco di storia, speranze ed affetti prima di incontrare la propria sorte fatale. Immagini di archivio, brillantemente montate e musicate, colorizzate in un modo rispettoso e coerente con l’epoca che raccontano. Uno sguardo inedito sulla guerra sporca e sfiancante, il freddo, la paura negli occhi dei soldati, l’orrore dei cadaveri sparpagliati, la stanchezza delle marce e l’umiliazione delle ritirate, ma anche le carovane degli sfollati, le donne al lavoro nell’industria bellica, le parate, i funerali di Stato. Ingresso gratuito

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Sabato 9 novembre
- Ore 15.30. Conversazione con contributi video. LINGUAGGIÒ DEI FUMETTI E PROPAGANDA. JOHNNY CALÀ, regista. In Italia i comics americani arrivano nel 1908, importati e tradotti dal Corriere dei Piccoli. In seguito, il successo italiano del genere fumettistico si consolida soprattutto con la pubblicazione di Topolino (dal 1932) e con i successi ottenuti dall’editore Bonelli grazie ai personaggi di Tex (1948), Martin Mystere (1982), Dylan Dog (1986). Nonostante la sua storia sia quindi relativamente breve, il fumetto ha saputo conquistare una popolarità progressivamente crescente, certamente più come prodotto di consumo che come forma artistica. Il suo successo è dovuto al fatto che in esso è possibile trovare non solo un momento di divertimento, ma anche un luogo simbolico nel quale far vivere “modelli” possibili, eroi, figure immaginarie ma non per ciò meno reali (Zamuner e Cavarra, 2002). Ingresso gratuito
- Ore 18.00. Conversazione. MINISTERO DELLA VERITA BUCHI NELLA MEMORIA – ORWELL 1984. PIETRO BECCHERLE storico contemporaneista. I classici del passato ci vengono in soccorso per comprendere la contemporaneità. In «1984» George Orwell, ci catapulta in una dimensione distopica governata dal Grande Fratello, entità minacciosa, ispirata per molti versi ai dittatori del secolo scorso e descrive la vita di un impiegato del ministero della Verità, ente pubblico destinato alla censura della storia, alla cancellazione di ogni nome o evento ostile alla narrazione univoca del regime. «Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventa un fatto storico, quindi vera», scrive Orwell. Ispezione, ricerca e conoscenza; questo è ciò che anima lo storico. Attraverso la nebbia dei depistaggi, delle censure, delle modifiche, dei tribunali, della propaganda e dei silenzi, gli storici si muovono su terreni friabili, dove le fonti e i fatti divergono da quanto viene affermato dal potere costituito. Scopriremo alcuni fatti storici, come vennero raccontati e come invece gli storici ne hanno ricostruito i fatti, seguendo piste, fonti, prove e domande ancora aperte. La storia in età contemporanea si fa scienza del sospetto, mentre il potere vuole fornire certezze. Ingresso gratuito
- Ore 20.45 Film IL DESTINO DEGLI UOMINI. Sarà presente il regista LEONARDO TIBERI. Film incentrato sulla figura di Luigi Rizzo, siciliano di Milazzo, eroe atipico: antimilitarista e di idee democratiche. Il Destino degli Uomini riporta alla memoria degli italiani la storia di questo uomo positivo, difensore delle proprie idee e della propria terra. Sentendone parlare da chi vive lontano dalla Sicilia e da Milazzo, si comprende quanto poco è stato fatto per esaltare i valori positivi di questo “Eroe dei Mari”. Leonardo Tiberi prosegue nella sua rievocazione del conflitto ‘15-’18 completando la trilogia iniziata con “Fango e gloria” e proseguita con “Noi eravamo”, che ha adottato la strategia creativa – ben prima di Peter Jackson e del suo They Shall Not Grow Old – di utilizzare immagini di repertorio, restaurate e colorizzate, per riportare in vita un periodo storico in gran parte relegato alle fotografie in bianco e nero dei nonni. Un sistema filmico che fa interagire gli attori con le immagini di archivio custodite presso l’Istituto Luce. Ingresso gratuito
Domenica 10 novembre
- Ore 11.00. Conversazione online – LA PAURA DEL DIVERSO, SEDUZIONE DELL’EFFIMERO. MASSIMO CENTINI, antropologo. L’influenza del potere persuasivo può essere visibile nella politica, nelle notizie e nella pubblicità e questo a sua volta ci influenza. La persuasione può essere indefinibile, e la nostra risposta a tali ondeggiamenti dipende da una varietà di fattori. Il sociologo e filosofo Marshall McLuhan sostiene che le azioni pubblicitarie, che apparentemente hanno un unico scopo di conoscenza e vendita del prodotto, in realtà contribuiscono sempre, in qualche misura, alla cognizione, più in generale, del modus vivendi. La pubblicità non comunica solo un certo messaggio, ma anche l’atmosfera, la cultura, l’ambiente che lo precedono e lo seguono. L’obiettivo dichiarato del messaggio pubblicitario è quello di preparare o sviluppare le vendite, informando il consumatore su determinati prodotti. In realtà la comunicazione pubblicitaria non si limita ad informare, ma cerca di creare intorno al prodotto un desiderio, un’ aspettativa, o meglio, un bisogno. Uno spot televisivo efficace seduce il consumatore, lo porta dalla parte del prodotto e, se occorre, gli fa cambiare radicalmente le sue abitudini. Ingresso gratuito
- Ore 15.00. Premiazione e visione finalisti video contest STORIE RIVEDUTE E SCORRETTE – CONTEST RAGAZZI. Video contest aperto a ragazzi della scuola secondaria di primo grado e superiore finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio o videoclip, dove i partecipanti saranno invitati a realizzare un “falso storico” partendo da alcune nostre proposte o attingendo liberamente a fatti storicamente avvenuti. Premiazione delle troupe finaliste con proiezione dei cortometraggi realizzati. Ingresso gratuito
- Ore 16.30. Introduzione storica e proiezione no-stop – CAROSELLO, LA TRASMISSIONE PIU’AMATA DAGLI ITALIANI. Carosello, il primo spazio televisivo dedicato alla pubblicità. In onda ogni sera alle 20,50 sul Programma Nazionale, allora unico canale Rai, Carosello dura all’inizio 10 minuti, con quattro short della durata massima consentita di due minuti e quindici secondi, pari a 64 metri e venticinque centimetri di pellicola. Ogni spazio era venduto alle aziende a un milione e cinquecentomila lire. Tutti i più grandi attori, registi, cantanti e disegnatori “lavoreranno a Carosello”. Si calcola che, all’apice della fama, nel 1976, Carosello giungerà a inchiodare davanti al video fino a 19 milioni di telespettatori. I vent’anni di Carosello accompagnarono la grande trasformazione dell’Italia in una moderna società industriale-urbana, basata sulla progressiva diffusione dei consumi di massa e su profondi mutamenti dei costumi. Ingresso gratuito
- Ore 17.30. Conversazione – IPNOTISMO DELLE COMUNICAZIONI E FENOMENI DI MASSA – ALESSANDRO NORSA psicologo e psicoterapista. Comunicazioni dal tono propagandistico generatrici di un clima ansioso si rincorrono quotidianamente tra mass-media televisivi e messaggi social. Esistono tecniche ipnotiche che possono condizionare il comportamento delle masse? Come si possono riconoscere? Possono propaganda e ipnosi arrivare a dividere le persone, farle sentire più sole, spaventate, tristi o indifferenti? Sono le domande a cui si vuole dare risposta attraverso un’accurata indagine in cui viene ricostruita la storia della manipolazione mentale dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni. Il punto di partenza è il noto lavoro psico-sociologico di Gustave Le Bon dal titolo “Psicologia delle Folle” scritto nel lontano 1895 completato da uno studio di Alessandro Norsa che si addentra nella conoscenza delle sofisticatissime metodiche propagandistiche e delle tecniche ipnotiche più all’avanguardia per indurre il condizionamento delle masse. Ingresso gratuito
- Ore 20.45. Talk.reading – STORIE DI MATTI – ARIANNA PORCELLI SAFONOV scrittrice /performer. I matti della porta accanto sono un movimento sempre più evidente e distruttivo. Quelli malati di socialità sono a briglia sciolta all’apericena o in fila dal nutrizionista. La loro versione 2.0 è composta per la maggior parte da persone dichiarate normali, pregevoli, da conoscere, imitare o invitare alle feste. Ma la cosa che più ghiaccia il sangue è la loro evoluzione. I matti odierni non solo si sono inseriti nel tessuto sociale come se niente fosse, ma sono riusciti a piazzarsi ai piani alti dei grattacieli o dei governi. Oppure sono in vestaglia ad annaffiare i cespugli di bosso nel nostro pianerottolo ogni mattina alla stessa ora, sono in fila con noi al supermercato, pronti a linciarci se chiediamo di passare avanti perché abbiamo solo il detersivo da pagare. O, ancora, sono nel nostro letto da vent’anni. I nuovi pazzi sono i nostri sindaci, i nostri tabaccai, nostra moglie, nostro marito, il nostro amministratore delegato, l’amica di nostra figlia o semplicemente il tipo che ci siede accanto in treno. I pazzi sono tra noi e hanno un sacco di like. Ingresso euro 15 / No prenotazioni

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Extra festival
- PIAZZA D. ANGELO VINCO. SALETTA PROIEZIONI NO-STOP. Inediti filmati storici di guerra e sulla ricostruzione post-bellica di Verona (Atrio del Comune)
- MOSTRA REPERTI STORICI. Giornali, riviste, cartoline, oggettistica prima e seconda guerra mondiale. Archivio Quattrina (Hall del Teatro)
- CHIOSCO DI BENVENUTO. Vin Brulè, Pandoro, Tè e Castagne (A cura del Gruppo Alpini di Cerro)
- BAR DEL FESTIVAL. Aperitivi e Buffet salato (Caffetteria-enoteca Chantilly).
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