Stasera c’è lei, Catherine Deneuve

L’immagine simbolo del fascino nel cinema d’arte ospite del Festival della Bellezza

Arriva a Verona una delle più grandi star della storia del cinema. Oggi, mercoledì 6 giugno (ore 21.30), ospite del Festival della Bellezza, va in scena al Teatro Romano Catherine Deneuve, massima espressione tra le dive del connubio artistico tra estetica e cultura, musa e interprete del cinema surrealista e della Nouvelle Vague, protagonista in pietre miliari dell’arte cinematografica come le opere di Buñuel e Truffaut. Un’occasione unica per incontrare un’artista la cui immagine è l’icona di una grande stagione del cinema d’autore, emblema di stile, intrigante bellezza e eleganza; misteriosa al limite dell’enigma, intellettuale e glamour, algida e sensuale, indipendente e disinvoltamente raffinata, è tra i personaggi più celebri, affascinanti e ammirati dell’ultimo secolo, tanto da poter pronunciare con ironia e nonchalance la celebre frase di proverbiale autoreferenzialità.

Nell’evento “Una Diva come un’opera d’arte”, attraverso la proiezione di sequenze di suoi film, l’attrice ripercorre con il critico Gianni Canova la carriera e gli incontri con artisti che hanno segnato la storia del cinema, dagli esordi con Roger Vadim alle recenti collaborazioni con François Ozon e Lars von Trier, accanto ad attori come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Omar Sharif, Jack Lemmon, Gene Hackman, Alain Delon, Jean-Paul Belmondo. Figlia e sorella d’arte, a poco più di vent’anni è già protagonista di film premiati ai principali festival internazionali: dal musical Les Parapluies de Cherbourg Palma d’Oro a Cannes, a Repulsione di Roman Polanski gran premio della Giuria al Festival di Berlino, al capolavoro surrealista Bella di giorno di Luis Buñuel, Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia; interpretazione entrata nell’immaginario artistico di una generazione, considerata dalla critica tra le migliori della storia del cinema. Con una personalità magnetica, ambigua, altera e disincantata ha connotato personaggi di ogni età, in ruoli spesso non convenzionali, come nei film di François Truffaut La mia droga si chiama Julie e L’ultimo metrò, o con altri maestri del cinema come Claude Lelouch, Dino Risi o Mario Monicelli. Come tutti i grandi, è riduttivo rapportarli ai premi, ma ha vinto i più prestigiosi, dal César, al David di Donatello, alla Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia, all’Orso d’Oro alla carriera al Festival di Berlino.