OperaWine inaugura Vinitaly 2025: 131 cantine celebrate nel segno dell’eccellenza

di Sara Avesani

| 07/04/2025
Tra sfide internazionali e orgoglio Made in Italy, il vino italiano si conferma protagonista globale con qualità, cultura e numeri da record. Lo scorso sabato l'anteprima di Vinitaly alle Gallerie Mercatali di Verona.

La 57ª edizione del Vinitaly si è aperta sotto i riflettori dell’eccellenza vitivinicola italiana con l’appuntamento ormai immancabile di OperaWine, l’evento esclusivo su invito organizzato da Veronafiere e dalla prestigiosa rivista statunitense Wine Spectator. Nelle Gallerie Mercatali di Verona, a pochi passi da Veronafiere, è andata in scena sabato 5 aprile una vera e propria celebrazione del Made in Italy enologico, in un momento particolarmente significativo per il settore, anche alla luce del delicato tema dei dazi internazionali.

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Un ponte tra Italia e mondo: 131 cantine protagoniste

OperaWine si conferma, ancora una volta, come un ponte culturale e commerciale tra l’Italia e il resto del mondo, in particolare con gli Stati Uniti, primo mercato di riferimento per l’export vinicolo nazionale. Quest’anno sono 131 le cantine italiane selezionate, sulla base di criteri rigorosi legati alla qualità e alla rappresentatività territoriale. Sul podio delle regioni più rappresentate troviamo:

  • Toscana con 36 aziende,
  • Piemonte con 19,
  • Veneto con 18.
OperaWine 2025

Lollobrigida: «Il vino è una bandiera dell’export italiano»

A inaugurare l’evento è stato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha ribadito l’importanza strategica del settore: «Il vino è una bandiera dell’export italiano. Abbiamo la necessità di aumentare gli interventi a protezione di questo prodotto e, come Europa, la necessità di smettere di criminalizzarlo: non c’è dazio che possa fare danni quanto la criminalizzazione costante di quello che facciamo di bello e di buono».

Un messaggio forte, in un momento in cui le politiche commerciali internazionali, in particolare quelle tra Unione Europea e Stati Uniti, pongono nuove sfide a uno dei settori più dinamici del Made in Italy.

Zoppas (ICE): «Simbolo di qualità, identità e cultura»

Alla cerimonia è intervenuto anche Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, che ha sottolineato il ruolo identitario e culturale del vino italiano: «Il vino italiano è simbolo di qualità, identità territoriale e cultura. La selezione realizzata da Wine Spectator lo conferma con autorevolezza, così come il ruolo centrale di Vinitaly nell’affermare la forza del Vino Made in Italy sui mercati internazionali».

Numeri da record per un settore strategico

I numeri parlano chiaro: con una produzione di 41 milioni di ettolitri nel 2024, l’Italia si conferma primo produttore mondiale di vino. Nel 2023, l’export vinicolo italiano ha raggiunto 8,1 miliardi di euro, con una crescita del +5,5% rispetto al 2022. Su un fatturato complessivo di 14,5 miliardi, la filiera vitivinicola coinvolge 241.000 imprese, ha un valore complessivo di 45 miliardi di euro.

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