Le botaniche illusioni di Laura Tosato

Artista veronese poliedrica, Laura Tosato è famosa per i suoi particolarissimi lavori come le illusioni ottiche che crea con i fiori, pubblicate anche dalla rivista Vogue. L’ultimo progetto che l’ha vista impegnata è la realizzazione di un contenitore a forma di balcone di Giulietta che ospiterà una fragranza in omaggio la leggenda shakespeariana.

La sua arte è nata per gioco. Come tutte le bambine, fin da piccola adorava giocare con carta pesta e pongo, ma presto ha iniziato a rendersi conto che la sua era una vera e propria passione esplosa, in un secondo momento, con la famosa pasta di sale. Laura ha iniziato lì, quella che possiamo chiamare “la sua via del sale” che ha trasformato in attività. Negli anni ha viaggiato – ci racconta – da nord a sud dell’Italia con tanto di “zaino in spalla” per tenere corsi e workshop sul materiale e poi, come vera cultrice della materia, ha anche pubblicato libri per svelarne tecniche e segreti.

Cosa l’ha portata ad intraprendere questa strada?

Sicuramente la mia vena artistica ha trovato la sua forma  più autentica nella pasta di sale, tecnica proveniente dalla Germania alla quale mi sono affezionata fin da subito. Trovavo affascinante questo materiale e realizzare corsi e convention in circoli ricreativi o in serate a tema era per me occasione buona per dare prova di quanto è versatile questo impasto.  La mancanza di materiale tecnico (correvano gli anni Novanta) mi diede la possibilità di pubblicare diversi manuali: tre volumi che hanno venduto 30.000 copie. I miei corsi sono stati pubblicizzati su numerose riviste settimanali e mensili.

 

Oggi la pasta di sale attira ancora la sua attenzione?

Ho lavorato per diversi anni con questo meraviglioso materiale per poi sospendere l’attività per la mia famiglia e motivi di lavoro. Una volta ripreso, circa cinque anni fa, quando ho deciso di rimettermi in gioco, sono tornata a documentarmi su tecniche e material, devo ammettere che internet in questo fa scuola e mi sono sperimentata in diverse attività.

 

Quali nuove scoperte ha rintracciato e con che materiali sta lavorando?

Tra le varie ricerche ho trovato un nuovo materiale che uso per creare le mie opere arte. Color for sale (porcellana fredda) una speciale polvere di porcellana che si asciuga all’aperto e nasconde un sacco di caratteristiche positive per chi, come me, ha bisogno di maneggiare al meglio la materia per creare forme differenti e riuscire così a realizzare qualsiasi cosa. L’impasto si presta ad essere appiattito, ad assumere forme strane e ad assorbire colori e sfumature realistiche, non si deteriora con il tempo e io lo definisco magico.

 

Che soggetti ama realizzare?

Mi sono specializzata in frutti e fiori e ricreo composizioni. Ciò che adoro di più è quello “bloccare la natura”: creare qualcosa che sai non cambierà mai forma, un piccolo bocciolo di rosa che non fiorirà mai, un chicco di uva che non appassirà.

 

Dedica ancora tempo a muoversi per tenere corsi di formazione?

Tengo lezioni nel fine settimana e il passaparola tra gli amanti di questa tecnica, di cui tanti professionisti, mi tiene occupata anche per lezioni singole. I miei allievi arrivano da Cina, Spagna e Russia e tanti anche italiani. La maggior parte sono donne che si avvicinano a questa tecnica per poi creare bomboniere, oggettistica, tanti anche gli chef pasticceri specializzati in wedding-cake. L’esplosione di questa moda ha incrementato il desiderio di imparare ad utilizzare l’arte del sugar free ed ecco quindi che tanti di loro vengono da me per imparare a creare e lavorare il materiale, diverso nella sostanza ma simile nel maneggio e nella tecnica di rifinitura. Grazie ai miei social ho modo di farmi conoscere e di essere chiamata per le cose più differenti: da collaborazioni con la rivista Vogue alla realizzazione prototipo di un contenitore di una fragranza fatta a forma di balcone.

 

Progetti futuri?

Bella domanda. Sono una creativa e ogni giorno ho mille progetti, non metto limiti ma ciò che mi intriga di più è il mondo dell’immagine. Mi piace vedere le mie “illusioni” botaniche fotografate come fossero quadri del Seicento o tele di pittori fiamminghi. Nell’iperrealismo le sfide non finiscono mai. Dal fiore e dalla frutta si possono estrapolare mille potenzialità, a volte penso che alcune delle mie immagini si potrebbero riutilizzare in mille modi: come base per le stoffe, come cover per un cellulare o, perché no, come tele da appendere.

 

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