L’architetto un supereroe a “Tutto cuore”
di Daniela Cavallo
Ogni spostamento spaziale è una rivoluzione, così nel 2018 il palco al centro nell’anfiteatro di Verona ha messo in moto una rivoluzione copernicana: ha reso evidente lo studio del luogo e delle sue relazioni, come della storia, ed ha avviato un cambiamento dal quale non si può più prescindere. Autore di questo è l’architetto Claudio Baglioni, laureato nel 2004 all’Università la Sapienza, facoltà di Architettura Villa Giulia, e architetto a tutti gli effetti per avere anche superato l’esame di Stato per la libera professione, ma a volte questo non basta, l’Architetto è “cosa grande”.
«Da ragazzino pensavo che l’architetto fosse una sorta di supereroe, quando ho sentito per la prima volta questa parola (Architetto): un arciere, che saliva sui tetti delle case delle città e lanciava dei dardi (archi) dai tetti (tetto), dardi luminosi infuocati che illuminavano gli orizzonti così la gente poteva vedere quanta bellezza c’era al mondo». È uno schiaffo, che arriva da Baglioni durante sua lectio, che risveglia la platea da un torpore consolatorio che ormai ci ha resi inermi, senza idee, succubi di leggi e qualunquismo, incapaci di avere visioni illuminanti, di essere eredi degni del nostro passato. Un’illuminazione, sopra altre citazioni, da Gropius a Wagner, da Sammicheli alle partiture architettoniche fino alle tristi periferie contemporanee, che risveglia il senso di responsabilità e ci fa capire quanto abbiamo bisogno di occhi nuovi, di essere capaci di emozionare con l’architettura come sa fare il Baglioni musicista: osare.
LEGGI ANCHE: Claudio Baglioni architetto onorario a Verona
Come quel Galileo Galilei, perseguitato dalla Chiesa per le sue teorie astronomiche, fondò nel 1630 l’Ordine degli Illuminati, che doveva avere tra i suoi soci le menti più geniali dell’epoca, lo scopo, favorire lo sviluppo e la diffusione del sapere scientifico, il ritrovo un luogo dove l’Inquisizione non potesse arrivare, creando nella città, Roma, una mappa un “cammino dell’Illuminazione”, indicato da simboli e indizi nascosti: tra i seguaci Gian Lorenzo Bernini. Così, non sorprende che nell’immaginazione di Claudio Baglioni, educata attraverso la vista da quella Roma barocca, si insinui questa immagine, perché architetti, illuminatori, si è, dentro, nell’anima, nel cuore, una sorta di Prometeo che ruba il fuoco agli dei per darlo al genere umano, origine (arkè) della condizione esistenziale.
Claudio Baglioni, architetto o cantante che sia, ha rubato quel fuoco per illuminare menti e cuori, suggerendo agli architetti il coraggio di innovarsi, di recuperare questo mestiere, di restaurare se stessi in una condizione che sia ponte tra passato e futuro, che riportino luce nell’esistenza delle persone attraverso la progettazione di luoghi che siano buoni e belli (kalos kai agathos), svestendosi di autorefenzialità e banalità, mettendo al centro il cuore.
LEGGI ANCHE: Pronti, via! Otto serate “aTUTTOCUORE plus ultra” in Arena con Claudio Baglioni
Sarà un nuovo modo di dire, invece che a 360 gradi, “a tutto cuore” potrà indicare la capacità degli architetti di vedere le cose, mettendo in gioco quel muscolo che in questi ultimi anni si è atrofizzato, dimenticando che è l’unico che da solo genera lo stimolo che ne assicura il movimento.
Un movimento che ricominci a produrre bellezza, che non è estetica, ma misura, equilibrio, sensazione di benessere, conversazione, emozione, in spazi che rendano visibili le relazioni facendosi luoghi, come l’anfiteatro di Verona che, con il palco al centro recupera il proprio senso e mette l’uomo/artista al centro, consapevole di affrontare la realtà tutto intorno, a spalle scoperte, potente e fragile, “umano” e “supereroe”.
A Claudio Baglioni, che si confessa innamorato della città e dell’Arena, Verona dice grazie in questo riconoscimento da parte degli Architetti veronesi.
In Evidenza
Amia è PaperWeeker: una settimana per conoscere i “segreti” di carta e cartone

La “Domenica della sostenibilità” fa tappa in Borgo Venezia

Raccolta differenziata: a Verona si comincia da bambini

Abbandono rifiuti a Verona, nuove regole e sanzioni più pesanti

“DifferenziaMente”: il progetto di Amia alla Domenica della Sostenibilità

Atlante dell’Acqua 2026: la fotografia di Legambiente

A “Vita in Campagna” Amia insegna il compostaggio domestico

Scatta l’Ecobonus per moto e scooter: fino a quattromila euro di contributi

Anche Verona tra i “Comuni Plastic Free” premiati a Roma



















