INN Veneto: a Schio per la rigenerazione di ambienti dismessi

Ieri si è tenuta l’adunata dell’innovazione culturale presso il Lanificio Conti di Schio. Può questo edificio diventare una risorsa non solo per attività culturali ma anche per la città?

Il 5 dicembre 2018 si è svolta a Schio (Vicenza) la tappa numero 5 di INN Veneto, presso la suggestiva – quanto fredda – location del Lanificio Conte, in via Pasubio. In mattinata sono stati presentati gli obiettivi avanzati da FabricAltra e Conform per favorire la rigenerazione di un luogo che 150 anni fa ospitava uno dei più grandi opifici locali ed ora necessita di una rivisitazione al passo coi tempi, grazie alle idee ed alle tecnologie moderne.

Queste sono le motivazioni che hanno spinto FabricAltra ad unirsi alle attività di INN-Veneto, come strumento per sfruttare le possibilità di mobilitazione che offrono principalmente i linguaggi delle arti e favorire la riattivazione di un importante patrimonio dell’archeologia industriale italiana.

I lavori si sono aperti con una presentazione delle diverse proposte per re- immaginare spazi ed una chiara dichiarazione su qual è la mission del progetto. Ha parlato l’anima del progetto, il professor Federico Panozzo, del dipartimento di Management dell’Università Cà Foscari di Venezia.

A seguire è intervenuto il dottor Ruggero Segatto, dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia. Ha esordito spiegando cosa intende per valorizzazione, evidenziando l’importanza dei progetti in fase di startup per l’innovazione sociale e finanziati dalla Regione. Segatto ha sottolineato il ruolo delle persone e dei singoli nelle iniziative di “rigenerazione di energie”, per far sì che eccellenze possano esprimersi e proporre di attività progettuali e artistiche totalmente innovative, in un percorso che si svolgerà attraverso una formazione in team, con poche spiegazioni frontali.

Quindi, ha preso la parola Simona Bocchino di Conform, una società che da vent’anni si occupa di consulenza e formazione, ma anche valorizzazione del territorio. “Parlare di Schio nella sua fabbrica, con idee di project work è una vera esperienza, molto più di un progetto formativo”, questo uno dei primi commento della Bocchino.
E’ stato illustrato il percorso di riqualificazione presentato, finalizzato al raggiungimento di un obiettivo pratico e concreto qual è la valorizzazione del patrimonio economico e sociale.

Alla base rimane l’intento di riportare in Veneto i talenti provenienti da tutto il mondo, per contribuire allo sviluppo della regione, con la possibilità di investire le risorse offerte, per abitare lo spazio con altri occhi.

Nel pomeriggio, accompagnati dagli artisti del Teatro Potlach, gli ospiti dell’evento hanno potuto ammirare come degli interventi artistici possano rinnovare fabbricati abbandonati. Dverse lemanifestazioni lungo le vie della città: da un monologo dentro le mura della Fabbrica, ad esibizioni di trampolieri e scene artistiche allestite, fino all’arrivo al Teatro Civico di Schio, dove si è andato in scena lo spettacolo “20000 leghe sotto i mari”.

Le prossime tappe del percorso territoriale di coinvolgimento saranno Padova (6 e 12 dicembre), Treviso (11 dicembre) e Venezia (14 dicembre).

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