Fossili di Bolca e della Val d’Alpone, la candidatura Unesco prosegue
Redazione
Un passo decisivo verso il riconoscimento internazionale. L’”Ecosistema marino dell’Eocene nella Val d’Alpone, San Giovanni Ilarione, Roncà” è stato ufficialmente ammesso tra le candidature esaminabili dall’Unesco per il biennio 2026-2027.
L’annuncio è arrivato dal Segretariato del Centro Patrimonio Mondiale di Parigi. Il dossier del sito veronese soddisfa le linee guida tecniche e sarà ora valutato dal Comitato Internazionale. Il giudizio finale è atteso entro il prossimo anno.
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Un tesoro paleontologico unico al mondo
Il sito coinvolge aree di eccezionale valore scientifico, come la “Cava della Pesciara” e il Museo dei fossili di Bolca. In questi luoghi sono state catalogate oltre 290 specie di animali e piante fossili, risalenti a circa 50 milioni di anni fa.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha espresso soddisfazione per il risultato: «La bella notizia che giunge da Parigi ci riempie di soddisfazione perché rientrare in una delle 35 candidature esaminabili nel biennio conferma che il nostro sito della Val d’Alpone ha realmente un valore universale».
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L’inserimento nella “World Heritage List” non è solo una questione di prestigio. «Non inseguiamo questi riconoscimenti internazionali per l’ambizione di vederci appuntare una medaglia» ha precisato Stefani. «Crediamo piuttosto siano la certificazione più alta delle eccezionali peculiarità culturali e naturali del nostro territorio. Lo confermano i dati del Turismo, in cui il richiamo dei siti Unesco è sempre più attrattivo».
Il percorso prosegue ora con le fasi di approfondimento tecnico. La Regione ha confermato il proprio sostegno agli enti locali, agli uffici tecnici e ai professionisti che stanno curando l’iter per raggiungere il traguardo definitivo nel 2027.
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