Diego Alverà e il mito contemporaneo di Ian Curtis. Il secondo storytelling a Pensiero Visibille

Diego Alverà
Diego Alverà

Venerdì 22 marzo nella sede di Pensiero Visibile a Parona lo scrittore e blogger Diego Alverà è stato il protagonista del secondo appuntamento del festival dello storytelling. Un incontro dedicato a Ian Curtis, frontman dei Joy Division, scomparso suicida a soli 23 anni, per affrontare il tema del mito, questa volta contemporaneo.

 

“La tragedia della scomparsa di Ian Curtis nel maggio 1980 rimane un evento epocale, ma non mi interessa tanto capire quali sono i meccanismi che hanno decretato il mito della sua esistenza, quanto piuttosto quello con cui lui si è misurato – ha detto Alverà nell’intervista a margine dell’incontro. “Si è trovato di fronte a grandi scelte, a grandi decisioni, e come tutti gli eroi si è trovato di fronte ad un destino ineluttabile. L’eroe non è, come intendiamo noi moderni, chi vince. L’eroe classico si confronta con le difficoltà, con il destino, con forze soverchianti. La storia di Ian presenta questi aspetti, e non tutti li conoscono”.

Gli anni di Ian Curtis sono un racconto tagliente, in cui la rabbia e il nichilismo del punk incontra la desolazione delle città inglese, divorate dalla crisi economica. Una desolazione dentro e fuori l’anima, che trovò nel suono dei Joy Division la chiave per andarsene da tutto, rincorrendo il futuro. “Bisogna considerare che parliamo del 1980 – prosegue lo scrittore – parliamo del figlio di una rivoluzione epocale, non solo musicale. Qui parliamo di una generzione ancora successiva al punk. Forse i Joy Division avevano trovato il modo di connettersi con il disagio delle perfierie, delle grandi industrie, dell aprima grande crsi che aveva messo in ginocchio il regno Unito. Da qui partivano con una serie di tensioni letterarie plasmate sulla figura di Ian.”

“Una scrittura abrasiva, legata anche ai grnadi romantici del passato, il decadentismo, Rimbaud, arrivando a Kafka e Nietzsche. Questo in contrappsizione alla musica molto più elementare, secca, ytagliente. Una combine che forse è stata la fortuna della band” ha sintetizzato Alverà-