Cosa ha detto Donazzan sul curatore del Padiglione Italia alla Biennale

L’assessore regionale all’Istruzione, formazione, lavoro e pari opportunità della Regione Veneto in un post, riferendosi all’orientamento sessuale e al look, ha polemizzato sulla nomina di Milovan Farronato come curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia ha scritto: “Sì, avete capito bene. Lui è stato chiamato a rappresentare l’Italia alla Biennale d’Arte veneziana del prossimo anno: non al Carnevale di Venezia quindi, ma all’appuntamento culturale più importante per il Veneto e l’Italia tutta, lui sarà il nostro biglietto da visita verso le migliaia di visitatori internazionali che parteciperanno alla Biennale”. Il 44enne piacentino, dal 2013 vive a Londra, ha curato mostre in diverse parti del mondo e ha insegnato cultura visuale allo IUAV di Venezia. Adesso dirige Fiorucci Art Trust, organizzazione per la promozione dell’arte contemporanea. Nel curriculum diffuso dal ministero si ricorda l’invenzione nel 2011, per il Fiorucci Art Trust, del festival Volcano Extravaganza a Stromboli. 

 

Il curriculum del poliedrico artista e direttore artistico, alle redini di numerosi innovativi progetti curatoriali accolti ovunque, passa in secondo piano, viene messo in secondo piano ogni dibattito su cosa ci dovremo aspettare dal Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2019. Perché, come scrive ArtTribune, l’assessore Donazzan polemizza sull’aspetto gender, sul look del nuovo curatore della Biennale.

L’assessore su Facebook ha scritto questo:

Lei, pardon lui, è #MilovanFarronato: ieri è stato nominato dal Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli alla guida del Padiglione Italia alla Biennale d’Arte di Venezia 2019. Sì, avete capito bene. Lui è stato chiamato a rappresentare l’Italia alla Biennale d’Arte veneziana del prossimo anno: non al Carnevale di Venezia quindi, ma all’appuntamento culturale più importante per il Veneto e l’Italia tutta, lui sarà il nostro biglietto da visita verso le migliaia di visitatori internazionali che parteciperanno alla Biennale. Le foto tratte dal suo profilo Instagram (-> instagram.com/milovanfarronato) si commentano da sole: sia chiaro, ciò che fa nel privato non mi interessa. Ma posso dire che quando si deve rappresentare una Nazione servirebbe essere quanto meno… più autorevoli?
Non so voi, ma io non ho parole!

 

CHI È MILOVAN FARRONATO:
Milovan Farronato è direttore e curatore del Fiorucci Art Trust, per il quale ha sviluppato dal 2011 il festival Volcano Extravaganza a Stromboli. Insieme all’artista Paulina Olowska, ha fondato nel 2014 il simposio Mycorial Theatrea Rabka, in Polonia, che nel 2016 è migrato a San Paolo, Brasile. Ulteriori collaborazioni includono le Magazine Sessions (nel 2016) con le Serpentine Galleries di Londra. Ha inoltre concepito The Violent No! all’interno della 14esima Biennale di Istanbul nel 2015. Dal 2005 al 2012, è stato direttore dell’organizzazione no profit Viafarini e curatore presso DOCVA Documentation Centre for Visual Arts, Milano. Dal 2006 al 2010 è stato curatore associato della Galleria Civica di Modena, per la quale ha curato nel 2006 la mostra collettiva Egomania e le personali di Ugo Rondinone e Yayoi Kusama; nel 2007, la personale di Katharina Fritsch; nel 2008, la bipersonale di Runa Islam e Tobias Putrih e nel 2009 la personale di Christian Holstad. È stato professore di Cultura Visiva al CLADEM, Università IUAV, Venezia, dal 2008 al 2015. Tra le mostre curate da Farronato si ricordano Nick Mauss, Illuminated Window, La Triennale e Torre Velasca, Milano 2017; Lucy McKenzie, La Kermesse Héroïque, presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2017; Si Sedes Non Is presso The Breeder Gallery, Atene, 2017. È stato parte del team curatoriale del Dhaka Art Summit, 2017 e fa parte del Development Committee della Chisenhale Gallery a Londra. Farronato è inoltre editor di varie pubblicazioni, e i suoi testi sono stati pubblicati da Mousse, Flash Art, ATPDiary, CURA, Artribune, Tate Etc., L’Uomo Vogue e Fashion Trend, tra gli altri.