Operazione appalti in Trentino Alto Adige: indagata a Verona Ilaria Segala
Sono stati diffusi sui giornali i nomi delle persone coinvolte nella maxi indagine dei Carabinieri e della Guardia di Finanza coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Trento di cui abbiamo dato conto ieri.
Operazione che coinvolge anche Verona oltre a Trento, Bolzano, Brescia, Milano, Pavia e Roma. Fra i 77 indagati infatti c’è anche l’ex assessora del Comune di Verona Ilaria Segala, che aveva le deleghe all’Urbanistica e all’Ambiente nella giunta del sindaco Federico Sboarina.
Al centro dell’indagine però c’è il magnate austriaco René Benko, fondatore del gruppo Signa, già in difficoltà finanziaria a dicembre 2023, che a Verona era coinvolto sia nella rigenerazione del “central park” all’ex scalo ferroviario di Verona Porta Nuova, sia nella ex Manifattura Tabacchi, entrambi progetti fin qui arenati.
LEGGI ANCHE: Bra’ Molinari: la piazzetta della discordia nel cuore di Verona
L’indagine ha ipotizzato un gruppo affaristico legato alla pubblica amministrazione e alla speculazione edilizia in Trentino Alto Adige, con accuse che spaziano da corruzione a reati fiscali. Sono state emesse ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari per nove delle persone indagate, cioè il commercialista Heinz Peter Hager e l’imprenditore Paolo Signoretti, collaboratori in affari con Benko, ma anche l’ex senatore Vittorio Fravezzi, la sindaca di Riva del Garda Cristina Santi, gli architetti Fabio Rossa e Andrea Saccani, il giornalista Lorenzo Barzon e la dirigente del Comune di Bolzano Daniela Eisenstecken. Per Benko, residente in Austria, è stato emesso un mandato d’arresto.
Le accuse contestate comprendono associazione per delinquere, turbativa d’asta, finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite, truffa, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, e vari reati contro la pubblica amministrazione, tra cui corruzione, induzione indebita, rivelazione di segreti d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Sono inoltre emerse violazioni tributarie legate all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto l’ipotesi dell’utilizzo del metodo mafioso per il reato di associazione per delinquere.
Le indagini coinvolgono 77 persone fisiche, tra cui 11 amministratori pubblici, 20 dirigenti e funzionari di enti locali e società partecipate, membri delle forze dell’ordine, professionisti e imprenditori.
LEGGI ANCHE: Viaggio fra… i cassonetti di Verona: sono davvero sempre sporchi?
Il coinvolgimento di Verona
Sebbene l’epicentro dell’inchiesta sia in Trentino-Alto Adige, ci sono ripercussioni anche a Verona. Come riporta il Corriere di Verona di oggi, Hager e Signoretti, collaboratori di Benko, avrebbero ottenuto da Ilaria Segala, all’epoca assessora con delega all’Urbanistica, e dall’amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani Umberto Lebruto (più volte in visita a Verona negli scorsi anni), informazioni utili per vincere nel 2021 la gara della progettazione del “Central park”.

LEGGI ANCHE: Legnago: al Mater Salutis una nuova tecnica contro il glaucoma
Si ricorda che, in base al principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza degli indagati sarà accertata solo con una sentenza irrevocabile. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari.
In Evidenza
Amia è PaperWeeker: una settimana per conoscere i “segreti” di carta e cartone

La “Domenica della sostenibilità” fa tappa in Borgo Venezia

Raccolta differenziata: a Verona si comincia da bambini

Abbandono rifiuti a Verona, nuove regole e sanzioni più pesanti

“DifferenziaMente”: il progetto di Amia alla Domenica della Sostenibilità

Atlante dell’Acqua 2026: la fotografia di Legambiente

A “Vita in Campagna” Amia insegna il compostaggio domestico

Scatta l’Ecobonus per moto e scooter: fino a quattromila euro di contributi

Anche Verona tra i “Comuni Plastic Free” premiati a Roma














