Non si ferma all’alt dei Carabinieri a Verona: 27enne aveva droga in auto
Redazione
Era appena trascorsa la mezzanotte fra domenica 14 e lunedì 15 settembre quando una pattuglia dei Carabinieri ha incrociato lo sguardo sfuggente di un giovane al volante di un’auto. Un controllo di routine, uno di quelli che iniziano senza clamore e che spesso si concludono in pochi minuti. Ma questa volta, la storia ha preso una piega diversa.
Il tutto si è svolto durante le ore notturne fra le strade di Borgo Venezia, quando i Carabinieri della Stazione di Grezzana, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno intimato l’alt a un’autovettura. Alla guida, un 27enne italiano, già noto agli archivi giudiziari per precedenti penali.
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L’uomo, invece di fermarsi, ha premuto l’acceleratore, dando il via a un breve inseguimento tra le vie della zona, fra Quinto e Poiano. Pochi minuti, ma carichi di tensione. Al termine della fuga, l’auto è stata bloccata e i Carabinieri hanno immediatamente proceduto a un approfondito controllo per comprendere quali potessero essere le causa della tentata fuga.
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Ciò che è emerso dal controllo del veicolo ha rapidamente confermato i loro sospetti. Infatti, all’interno dell’abitacolo sono stati rinvenuti:
- 1,3 grammi di cocaina;
- 1 grammo di crack;
- 1 grammo di eroina;
- una somma in contanti di 40 euro, ritenuta provento dell’attività illecita;
- materiale per il confezionamento della droga;
- un coltellino multiuso.
Elementi che, messi insieme, hanno portato all’ipotesi investigativa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi.
Non si sono registrati feriti durante l’intervento, che si è concluso con l’arresto in flagranza del giovane e il sequestro dello stupefacente, del coltello e del denaro. Il giovane è stato poi condotto al Tribunale locale, dove è stato giudicato con rito direttissimo dall’autorità giudiziaria scaligera che ha convalidato l’arresto, rinviando il processo al successivo mese di novembre: nel frattempo, il giovane dovrà quotidianamente presentarsi alla Polizia Giudiziaria per adempiere all’obbligo di firma.
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Si segnala, infine, che la misura è stata adottata d’iniziativa da parte del Comando procedente e che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.
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