Le truffe non vanno in vacanza: 359 nel Veronese in sei mesi
di Alessandro Bonfante
La provincia di Verona continua a essere un terreno di caccia per i truffatori che prendono di mira gli over 65: nei primi sei mesi del 2025 la Questura scaligera ha registrato 359 episodi, il lieve calo rispetto allo stesso periodo del 2024.
«Il fenomeno non è locale, ma nazionale», avverte il commissario capo Edoardo Zagnoni, Vice Dirigente delle Volanti UPGSP della Questura di Verona: «Stanno affinando la tecnica, diventano sempre più precisi e attenti, e noi non ci fermiamo».
LEGGI ANCHE: Bra’ Molinari: la piazzetta della discordia nel cuore di Verona
Guarda il servizio
Il campionario delle truffe
Secondo gli investigatori, fra le truffe più comuni è in calo il finto tecnico del gas – quello che si fa aprire la porta con la scusa di una perdita e convince i proprietari a “mettere al sicuro” ori e argenti – ma restano in voga il falso carabiniere o poliziotto che chiede di ispezionare i gioielli dopo presunti furti in zona; la cauzione per un inesistente incidente del figlio, riscossa da un sedicente avvocato; la visita per visionare l’appartamento da acquistare.
Il copione è quasi sempre lo stesso: i malintenzionati tengono l’anziano costantemente al telefono o fisicamente con loro, per impedirgli di chiamare figli, parenti o forze dell’ordine che svelerebbero la truffa. «Dal momento in cui si interrompe l’aggancio, la truffa non viene compiuta», ribadisce Zagnoni, ricordando che basta una scusa per chiudere la telefonata. I truffatori infatti in genere non rischiano chiamando di nuovo una vittima che mostra di essere dubbiosa.
Finora non risultano casi accertati di voci manipolate con l’intelligenza artificiale, solo qualche ipotesi.
LEGGI ANCHE: Viaggio fra… i cassonetti di Verona: sono davvero sempre sporchi?

Il caso di ieri
L’ultimo episodio, denunciato poche ore fa, conferma la strategia. Un caso piuttosto complesso, che ha coinvolto nella truffa non solo un’anziana, ma pure il figlio.
Prima chiamata a una signora veronese: un sedicente «tenente» chiede del figlio e lo invita in caserma per notificare degli atti giudiziari. Seconda chiamata al telefono fisso: il “tenente” informa che il figlio è stato arrestato e servirà una cauzione. Intanto un complice della truffa chiama al cellulare anche il figlio, che si sta recando in caserma, ignaro di tutto. Terza mossa: un finto avvocato si presenta a casa e si fa consegnare gioielli e contanti.
La vittima è rimasta “agganciata” all’apparecchio per tutto il tempo, senza poter verificare con i familiari.
LEGGI ANCHE: Legnago: al Mater Salutis una nuova tecnica contro il glaucoma
Prevenzione
La Polizia di Stato, che ha appena lanciato una campagna nazionale con la giornalista Myrta Merlino come testimonial, ricorda poche regole d’oro:
- chiamare il 113 (o 112) per verificare l’identità di chi chiede di entrare in casa.
- nessun carabiniere, poliziotto, giudice o avvocato può pretendere denaro o gioielli a titolo di cauzione, che non esiste in Italia.
- tenere somme modeste in casa.
- dotarsi, se possibile, di telecamere esterne visibili, deterrenti utili anche contro i furti.

In Evidenza
Amia è PaperWeeker: una settimana per conoscere i “segreti” di carta e cartone

La “Domenica della sostenibilità” fa tappa in Borgo Venezia

Raccolta differenziata: a Verona si comincia da bambini

Abbandono rifiuti a Verona, nuove regole e sanzioni più pesanti

“DifferenziaMente”: il progetto di Amia alla Domenica della Sostenibilità

Atlante dell’Acqua 2026: la fotografia di Legambiente

A “Vita in Campagna” Amia insegna il compostaggio domestico

Scatta l’Ecobonus per moto e scooter: fino a quattromila euro di contributi

Anche Verona tra i “Comuni Plastic Free” premiati a Roma














