Castel d’Azzano, la Procura contesta il reato di strage. Venerdì i funerali di Stato

Redazione

| 15/10/2025
La Procura accusa i fratelli Ramponi di strage per l’esplosione del casolare in cui sono morti tre carabinieri. Autopsie giovedì, funerali venerdì a Padova.

È di strage in concorso l’ipotesi di reato avanzata dalla Procura di Verona nei confronti dei fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, ritenuti responsabili dell’esplosione che ha provocato la morte dei carabinieri Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello.

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Secondo la ricostruzione, durante una perquisizione dei Reparti Speciali dell’Arma alla ricerca di esplosivi, Maria Luisa Ramponi avrebbe acceso una molotov e lanciato contro una bombola del gas volutamente aperta. I fratelli, agricoltori residenti nel casolare privo di luce e gas, avevano più volte minacciato di far saltare l’edificio, oggetto di una procedura esecutiva.

L’immobile, sottoposto a pignoramento per un mutuo mai rimborsato, sarebbe stato messo all’asta il 23 ottobre. Una vicenda giudiziaria avviata almeno dal 2018.

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Le autopsie sui corpi dei tre militari saranno eseguite giovedì 16 ottobre, mentre i funerali si terranno venerdì nella Basilica di Santa Giustina a Padova, preceduti dalla camera ardente allestita nella sede del Comando regionale in Prato della Valle.

Profondamente colpita la comunità di Castel d’Azzano, come ha dichiarato la sindaca Elena Guadagnini, che, come riporta TGR Veneto, ha ricordato come «il Comune avesse offerto più volte sostegno ai Ramponi, anche proponendo una sistemazione alternativa».

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Ancora tre i pazienti ricoverati in gravi condizioni

Rimangono tre i ricoverati in Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona nell’ospedale di Borgo Trento, dopo la tragica esplosione avvenuta ieri a Castel d’Azzano. Si tratta di due militari dell’Arma dei Carabinieri e di Maria Luisa Ramponi. Per tutti la prognosi è ancora riservata.

In merito a ricoveri e accessi dei Carabinieri all’Ospedale Magalini di Villafranca, l’Azienda ULSS 9 Scaligera comunica invece che nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 ottobre, altri cinque militari dell’Arma sono stati accolti al Pronto Soccorso per esposizione ai fumi causati dall’esplosione che ha distrutto il casale di Castel d’Azzano.

Crosetto: «Una follia totale. Tornerò per i funerali»

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha visitato i feriti incontrato i familiari delle vittime della tragedia avvenuta ieri mattina a Castel d’Azzano. Crosetto si è recato all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e poi all’Ospedale di Borgo Trento: «È un giorno di lutto per l’Arma e per l’Italia. Quando un carabiniere cade, è come perdere un pezzo della nostra famiglia» ha detto il ministro ai microfoni dei giornalisti.

«È stata una follia totale, una pazzia che ha ucciso tre servitori dello Stato mentre compivano il loro dovere. È un giorno di tristezza, un giorno di lutto per le Forze Armate, per la Difesa, per l’Arma dei Carabinieri, ma anche per tutto il Paese» ha dichiarato Crosetto.

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