Blitz della Polizia in via Faccio e all’ex Tiberghien: un arresto e 13 denunciati
Redazione
Si è concluso con un arresto e 13 denunciati il servizio straordinario di controllo del territorio disposto dalla Questora di Verona Rosaria Amato, finalizzato al contrasto dei reati predatori, come furti, rapine e spaccio di sostanze stupefacenti, nonché ad arginare il fenomeno dell’immigrazione clandestina.
L’operazione, che si inserisce nell’ambito dei numerosi servizi straordinari di prevenzione e controllo del territorio, anche “ad alto impatto”, disposti settimanalmente dalla Questora di Verona, ha visto la collaborazione degli operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, degli agenti della locale Squadra Mobile, degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Veneto”, di una squadra del Reparto Mobile, di un’unità cinofila e degli operatori della Polizia Locale.

L’attività di controllo messa in campo, avviata nella mattinata del 24 aprile scorso, poco dopo le 6, si è concentrata in due zone di particolare interesse, note perché dimore di fortuna e occasionali di soggetti dediti alla commissione di reati predatori: un casolare di via Faccio e l’area dell’ex Lanificio
“Tiberghien”.
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Blitz in via Faccio
All’interno del primo edificio, sono stati trovati dieci cittadini stranieri, tutti irregolari sul territorio nazionale e tutti denunciati per occupazione abusiva di edificio, oltre che per furto e manomissione di energia elettrica. Nel corso delle approfondite verifiche effettuate all’interno dei locali e nelle pertinenze del casolare, i poliziotti hanno rinvenuto droga e denaro, verosimilmente riconducibili ad attività di spaccio, oltreché numerosi beni di provenienza furtiva.
Nello specifico, 21 dosi termosaldate di cocaina sono state rinvenute all’interno della federa del cuscino sul quale stava dormendo un 19enne. Nella disponibilità del ragazzo, poi arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, sono state trovate anche altre dosi di hashish, individuate grazie al fiuto del cane antidroga all’interno del giubbotto appoggiato accanto al giaciglio di fortuna sul quale il giovane stava riposando.
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Sempre all’interno dello stesso casolare, gli agenti hanno rinvenuto alcune dosi di hashish e più di 1000 euro in contanti, occultati dentro la federa di un altro guanciale sul quale dormiva un trentatreenne, denunciato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
I controlli estesi anche all’area esterna, limitrofa all’abitazione occupata, hanno consentito di rinvenire – e sequestrare a carico di ignoti – ulteriori dosi di hashish, numerose biciclette elettriche, monopattini elettrici e altri velocipedi, di probabile provenienza furtiva.
I dieci cittadini trovati all’interno del casolare sono stati accompagnati in Questura per l’identificazione. Una volta raggiunti gli uffici di Lungadige Galtarossa, a bordo di una delle auto di servizio, sotto il sedile occupato da un cittadino di 25 anni, i poliziotti hanno trovato cinque dosi termosaldate di cocaina, rinvenimento che ha portato alla denuncia dell’uomo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reato per il quale, peraltro, era già stato condannato in passato.
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L’intervento all’ex Tiberghien
Al termine degli accertamenti effettuati nei pressi dello stabile di via Faccio, gli agenti, intorno alle 10 del mattino, si sono spostati all’ex Lanificio “Tiberghien” di Borgo Venezia, all’interno del quale hanno intercettato tre cittadini stranieri, tutti irregolari sul territorio nazionale. Anch’essi sono stati denunciati per invasione di terreni ed edifici. Anche in questa circostanza, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato a carico di ignoti, un modico quantitativo di hashish.

Mentre proseguono gli accertamenti connessi alla definizione delle posizioni dei cittadini stranieri identificati nel corso dell’operazione, il Questore di Verona ha già disposto nei confronti di uno di loro l’ordine di lasciare il territorio nazionale. Altri due sono stati, invece, accompagnati presso i
Centri di Permanenza per i Rimpatri.
Si precisa che la responsabilità penale dell’arrestato sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.
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