Solo il 33,5% delle persone con gravi disabilità lavora
di Redazione
La Giornata internazionale delle persone con disabilità, celebrata oggi in tutto il mondo, torna a ricordare quanto l’inclusione sia ancora una sfida concreta nella vita quotidiana di milioni di persone. Il tema scelto dall’ONU per il 2025 – «Promuovere società inclusive per le persone con disabilità per favorire il progresso sociale» – invita a riflettere su cosa significhi davvero costruire comunità senza barriere, capaci di garantire diritti, dignità e partecipazione piena.
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Lavoro e scuola, due ambiti che fanno ancora la differenza
Le fonti mostrano come l’inclusione nel mondo del lavoro proceda, ma non abbastanza. Solo il 33,5% delle persone con gravi disabilità tra 15 e 64 anni risulta occupato, segno che l’accesso a un impiego dignitoso, stabile e coerente con le competenze resta un obiettivo lontano. È il riflesso di un sistema che fatica a garantire pari opportunità e un reale sostegno attraverso il collocamento mirato.
Anche la scuola rappresenta un nodo cruciale. Nell’anno scolastico 2023/2024 sono 359mila gli alunni con disabilità, pari al 4,5% degli studenti italiani. L’Unicef sottolinea la necessità di migliorare la formazione degli insegnanti di sostegno, di garantire assistenti all’autonomia, di offrire ambienti realmente accessibili. Per molti bambini e adolescenti, infatti, la mancanza di supporti adeguati limita partecipazione, inclusione sociale e diritto al gioco e allo sport.
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L’impegno internazionale e il ruolo dei diritti
A New York, presso la sede delle Nazioni Unite, si svolge oggi un incontro che riunisce rappresentanti di diversi Paesi, attivisti e giovani per individuare soluzioni concrete. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità resta il pilastro su cui si fonda la tutela di autonomia, dignità personale e vita indipendente, principi rafforzati dall’Agenda 2030, che afferma il dovere di «non lasciare nessuno indietro».
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