Questa mattina al K2 il dibattito con Boldrini, Turco e Cirinnà
Per le femministe che manifestano contro il Congresso delle famiglie, questa mattina dibattito al K2, seguito da flash mob al Ponte di Castelvecchio e infine partecipazione al corteo.
Si è svolto sulle note di “Viva la libertà” di Jovanotti il flash mob organizzato dalle associazioni femministe di Verona come protesta contro il congresso della famiglia. Un corteo di circa un migliaio di persone è partito dal Cinema teatro K2, dove in mattinata si è svolto un dibattito con la partecipazione di esponenti come Laura Boldrini, Livia Turco, Monica Cirinnà, e quindi è giunto fino a lì vicino Ponte di Castelvecchio, dove i partecipanti hanno indossato i guanti da cucina, simbolo di una condizione di sottomissione della donna che vorrebbe essere conculcata dal congresso della famiglia.
I partecipanti al flash mob hanno quindi preso la strada della stazione porta Nuova per ricongiungersi al corteo di protesta che si sta svolgendo nel pomeriggio.
In riferimento alla tanto discussa riproduzione in gomma di un feto, l’ex presidente della Camera e deputata Laura Boldrini ha detto: «Usare quel gadget è semplicemente mostruoso, è un messaggio terribile che vuol far passare il ragionamento che le donne che abortiscono sono assassine».

«Nessuno – ha aggiunto Boldrini – sta minacciando la famiglia tradizionale, ma quando mai, ma chi la minaccia? Io invece vedo che sono minacciate coppie omosessuali anche qui a Verona».
Attorno alle 14.30 dal piazzale antistante la stazione di Verona Porta Nuova è partito il corteo di protesta contro il congresso delle famiglie, organizzato nell’ambito delle iniziative “Verona città Transfemminista”.
Sono oltre 5mila, secondo una prima stima, le persone che si sono radunate, provenienti da tutta Italia, con treni e pullman. Tra le sigle presenti, i sindacati Cgil, Cisl, Uil, le organizzazioni femministe, tra cui “Non una di meno”, ed esponenti del Pd e dei Radicali. (Ansa)
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