Congresso della Famiglia, La Paglia (Pd): “Oltre 200 mila euro buttati”
Oltre 200 mila euro per la Gran Guardia. È il conto – piuttosto salato – che il consigliere comunale Pd Elisa La Paglia stima ricadrà sui cittadini veronesi a causa del Congresso della Famiglia, organizzato e patrocinato proprio dall’amministrazione comunale. Il politico veronese annuncia di aver depositato “una interrogazione per avere la stima esatta degli uffici comunali”.
“Il Palazzo della Gran Guardia messo a disposizione gratuitamente per sei giorni, dal 27 marzo al 1 aprile, comprensivo di servizi di allestimento, disallestimento, pulizia straordinaria delle vetrate e del loggiato, posizionamento pannelli giganti, fornitura gratuita di 450 sedie, 120 poltroncine di cuoio, transenne, pedane” è il lungo elenco della dotazione, che prosegue con piante d’arredo e corrente elettrica.” E inoltre: affissioni murali di poster giganti a carico del Comune; servizio d’ordine gratuito della Polizia Municipale per la marcia di domenica 31 marzo; due palchi in piazza Bra e piazza dei Signori; esenzione dai pass ztl bus; tutte le autorizzazioni gratuite…”
“Soltanto il mancato guadagno per la Gran Guardia, stando alle tabelle ufficiali, ammonta a 58.557 euro e altri 10 mila euro circa potrebbe costare la gratuità della sosta e dei pass bus. Alla fine della fiera – prosegue il consigliere area dem – la festa dell’orgoglio omofobo e misogino voluta dal Sindaco Sboarina e dal Ministro Fontana potrebbe costare ai cittadini veronesi più di 200 mila euro. A tale proposito ho depositato una interrogazione i.”
“Soldi e risorse buttate nell’illusione di ripristinare l’ordine sociale patriarcale riportando indietro l’orologio della storia rispetto ai processi di emancipazione e di conquista dei diritti che sono già realtà. Altro che orgoglio omofobo, il 2019 dovrebbe essere l’anno in cui si festeggiano i cento anni dell’abolizione dell’istituto dell’autorizzazione maritale. Inserito nel codice civile italiano del 1865 e abolito nel 1919, limitava i diritti patrimoniali e la libertà di lavorare delle donne.”
“Questo spreco – aggiunge ancora la La Paglia – è anche uno schiaffo in faccia alle associazioni e cooperative del terzo settore che rendono servizi sociali alla cittadinanza al posto del Comune e che si sentono dire che per le proprie iniziative non ci sono mai soldi o sostegni organizzativi.”
Questo convegno strizza l’occhio agli strati più arretrati e reazionari della società, dando fiato a false credenze e tesi antiscientifiche – come hanno dimostrato molti docenti dell’Università di Verona – con l’effetto di aumentare le discriminazioni e incentivare gli atteggiamenti di ostilità e violenza nei confronti dei soggetti che verranno messi alla berlina durante il convegno.
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