Pillole del giorno dopo “come caramelle” davanti a scuola, insorge la Lega

Sacchettini con dentro "caramelle antisessiste" consegnati fuori dalle scuole. Sabato 17 novembre la consigliera della Lega Anna Grassi ha assistito, per caso, alla distribuzione dei volantini e dei dolcetti sull'educazione sessuale fuori da un istituto superiore. Il movimento Non una di meno da mesi manda avanti l'iniziativa del consultorio itinerante con l'obiettivo di sensibilizzare le…

Sacchettini con dentro “caramelle antisessiste” consegnati fuori dalle scuole. Sabato 17 novembre la consigliera della Lega Anna Grassi ha assistito, per caso, alla distribuzione dei volantini e dei dolcetti sull’educazione sessuale fuori da un istituto superiore. Il movimento Non una di meno da mesi manda avanti l’iniziativa del consultorio itinerante con l’obiettivo di sensibilizzare le adolescenti sul tema della pillola del giorno dopo. Un linguaggio semplificatorio e troppo fraintendibile secondo la Lega: “La pillola non è una caramella”.

“Abbiamo deciso di fornire alcune informazioni generali, con un linguaggio semplice, che risultasse utile ai ragazzi e alle ragazze, anche considerato che nella stragrande maggioranza delle scuole l’educazione sessuale è ancora un tabù”, avevano spiegato le rappresentanti del gruppo ancora lo scorso maggio alla nostra testata.

“Inaccettabile”, così la consigliera della Lega Anna Grassi definisce “il messaggio che associa un farmaco ad una caramella. La pillola del giorno dopo non è una caramella. Vale sempre la libertà di scelta ma questa deve essere preceduta da una giusta informazione questa associazione e queste paladine della lotta femminista sono andate ben oltre strumentalizzando un argomento così delicato: non ci si può limitare a tre frasi propagandistiche e rimandare maggiori informazioni a un sito internet”.  A fare eco a Grassi oggi anche Zelger. Il consigliere leghista, noto per la mozione contro la legge 194 approvata poi in Comune, ha chiarito che “alla banalizzazione del sesso e della gravidanza si aggiunge l’assenza di una vera informazione scientifica sul reale funzionamento di queste pillole: tanto più che una recente indagine di Federfarma ha rilevato un incremento del 700% dell’assunzione di pillole del giorno dopo, proprio a Verona”.

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