Largo ai giovani, anche in agricoltura
“Diamo credito all’agroalimentare italiano” è il protocollo d’intesa firmato ieri tra il ministero delle Politiche Agricole e Forestali e Intesa San Paolo che ha stanziato 6 miliardi nei prossimi 3 anni per il settore agricolo: un risultato molto positivo, che sosterrà 20mila nuove giovani imprese.
«La possibilità di accesso al credito è determinante per il nuovo insediamento nell’ agricoltura italiana di almeno ventimila giovani reso possibile dall’approvazione da parte della Commissione Europea di tutti i Piani di sviluppo rurale presentati dall’Italia.»
Così la Coldiretti commenta la firma del protocollo d’intesa “Diamo credito all’agroalimentare italiano” tra il ministero delle Politiche Agricole e Forestali e Intesa San Paolo alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha stanziato 6 miliardi nei prossimi 3 anni per il settore: la Coldiretti stima che questa cifra possa creare 10 miliardi di investimenti e 70mila nuovi posti di lavoro.
Sempre la Coldiretti spiega che anche grazie all’approvazione di tutti i Piani di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 da parte della Commissione Europea le regioni hanno iniziato la pubblicazione dei primi bandi per i giovani tra 18 e 40 anni che intendono insediarsi in agricoltura, con interventi che possono arrivare ad offrire fino a 70.000 euro a fondo perduto per iniziare l’attività oltre a un contributo a fondo perduto sugli investimenti aziendali che può arrivare sino al 60%.
Gli interventi in questione non sono destinati solo ai giovani, però: nei piani di sviluppo rurale regionali approvati ci sono ingenti risorse destinate a investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali che contribuiranno al rilancio delle aziende agricole e forestali, favorendo un miglioramento delle prestazioni economiche, incoraggiando la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende agricole nonché la diversificazione delle attività. Il piano prevede anche finanziamenti per la sostenibilità delle produzioni e per il biologico, per l’agricoltura sociale fino alla consulenza aziendale e l’innovazione.
«Le produzioni italiane – ricorda la Coldiretti – hanno il primato della sanità e della sicurezza alimentare, con un record del 99% di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge. L’Italia ha il maggior numero di imprese biologiche in Europa (quasi cinquantamila) che coltivano oltre un milione di ettari di superficie bio. L’agricoltura italiana che ha scelto di non coltivare ogm vanta inoltre la leadership nei prodotti tipici con ben 276 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4886 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 341 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 74 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 123 a indicazione geografica tipica (Igt)»
«L’Italia – conclude Coldiretti – vanta un paesaggio unico che è meta di un crescente flusso turistico nei 871 parchi e aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. Una tendenza confermata dalla crescita dell’agriturismo che può contare su 21.000 aziende agricole. E il Paese è anche leader europeo per il turismo enogastronomico, con un movimento annuo di circa 5 milioni di appassionati».
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