Vinitaly 2026, Mazzi: «L’enoturismo vale tre miliardi»

Redazione

| 12/04/2026
Il ministro del Turismo ha inaugurato la fiera a Verona puntando sulle cantine: «Sono luoghi di benessere. Portare i turisti sul territorio aiuta a decongestionare i centri».

Si è aperta oggi, 12 aprile, l’edizione 2026 di Vinitaly presso i padiglioni di Veronafiere. Tra i protagonisti dell’inaugurazione il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che ha sottolineato il valore economico e sociale della filiera vitivinicola per il sistema Paese, lanciando una strategia precisa per il futuro del settore.

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Il ministro ha esordito esprimendo emozione nel ricoprire questo ruolo ufficiale nella sua città natale. Mazzi ha ricordato il peso specifico del comparto turistico nazionale: «Il turismo è un pilastro dell’economia italiana che vale il 13% del Pil, per un valore di 240 miliardi di euro».

In questo contesto, il vino non è solo un prodotto commerciale ma un patrimonio culturale. «Il vino è storia millenaria di un sapere dell’uomo. In ogni bottiglia c’è un territorio e spesso una generazione che ha deciso di restare e custodire», ha affermato il ministro.

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Il punto centrale del mandato di Mazzi riguarda il potenziamento dell’esperienza turistica legata alle aziende agricole. I numeri, secondo il ministro, indicano una tendenza chiara: «Intendo puntare sull’enoturismo che, in questo momento, nel nostro Paese vale 3 miliardi di euro ed è in continua crescita».

L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare le cantine in destinazioni primarie: «Credo che sia un segmento importante, perché uno dei miei obiettivi è portare più turisti nelle cantine, luoghi meravigliosi di benessere».

Oltre al valore economico, la strategia del Ministero mira a una gestione più equilibrata delle presenze sul territorio nazionale. Promuovere la visita alle cantine significa infatti allontanare i visitatori dalle zone già sature. «È un modo per valorizzare questi territori e forse anche per decongestionare i centri, distribuendo meglio i flussi turistici», ha concluso Mazzi, sottolineando come questo modello di accoglienza sia fondamentale sia per i visitatori italiani che per quelli stranieri.

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