Vinitaly 2026, successo per l’anteprima di OperaWine
Redazione
Il 58° Vinitaly è ufficialmente partito. A fare da apripista ieri, 11 aprile, è stata la 15^ edizione di “OperaWine”, l’anteprima di lusso ospitata alle Gallerie Mercatali. L’evento ha segnato la vernice ufficiale del Salone internazionale dei vini e dei distillati, che apre i battenti al pubblico proprio nella giornata di oggi.
La giornata di ieri ha visto una massiccia partecipazione istituzionale. Al taglio del nastro erano presenti i ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e Gianmarco Mazzi (Turismo). Insieme a loro hanno partecipato Matteo Zoppas (presidente ITA), il sindaco Damiano Tommasi e il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini. A ricevere le delegazioni sono stati i vertici di Veronafiere: il presidente Federico Bricolo, l’amministratrice delegata Barbara Ferro e il direttore generale vicario Gianni Bruno.
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150 eccellenze nei calici
Protagoniste dell’evento sono state 150 etichette selezionate da “Wine Spectator”. La celebre rivista americana, partner di Veronafiere, organizza a Verona l’unico appuntamento fuori dai confini degli Stati Uniti.
La selezione di quest’anno ha messo in luce l’evoluzione del vino italiano attraverso tre categorie specifiche. Le “Legacy Icon” hanno celebrato 31 aziende storiche, mentre le “Classic” hanno dato spazio a 69 cantine leader dei vari territori. Molta attenzione è stata rivolta alle “New Voices”, 50 realtà nate dopo il 1990 capaci di coniugare storia e innovazione.
La geografia della qualità
I numeri di ieri confermano il dominio dei vini rossi con 114 referenze, affiancati da 28 bianchi, 7 spumanti e un vino dolce. Sul fronte regionale, la Toscana ha guidato la classifica con 48 vini, seguita dal Piemonte (24), dalla Sicilia (15) e dal Veneto, che si è confermato tra i protagonisti con 12 etichette.
Presenti a Verona per coordinare le degustazioni anche i massimi esperti del magazine statunitense: l’executive editor Jeffery Lindenmuth e i senior editor Alison Napjus e Bruce Anderson.
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