Suicidio assistito, Valdegamberi stuzzica Zaia: «La competenza è dello Stato»

di Alessandro Bonfante

| 30/12/2025
La Corte Costituzionale ha in parte dichiarato incostituzionali alcune disposizioni della legge regionale della Toscana sul fine vita. Il consigliere regionale veronese torna sul tema che aveva fatto discutere anche in Veneto.

«Le mie osservazioni espresse contro la volontà manifestata dai rappresentanti del Partito Democratico in Regione, e caldeggiata anche dal Presidente del Consiglio Regionale Veneto Luca Zaia, erano fondate».

Così il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Lega) commenta la decisione della Corte costituzionale, sulla legge sull’eutanasia approvata dalla Regione Toscana e successivamente impugnata dal Governo. Un provvedimento su questi temi, in Veneto, aveva fatto discutere quasi due anni fa per il voto favorevole di Zaia e una parte della Lega, e invece dall’opposizione la contrarietà della consigliera veronese del Pd Anna Maria Bigon. Zaia all’epoca era Presidente della Giunta del Veneto.

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La Corte Costituzionale con la sentenza n. 204 del 2025 ha in parte dichiarato incostituzionali alcune disposizioni della legge regionale della Toscana sul fine vita, ma non ha annullato l’intera norma.

La Corte ha ritenuto che la legge toscana rientri nella competenza legislativa concorrente delle Regioni in materia di tutela della salute, in quanto mira a disciplinare aspetti organizzativi e procedurali per l’attuazione delle sentenze costituzionali che hanno riconosciuto condizioni per l’accesso al suicidio assistito. Alcuni articoli sono stati censurati perché invasivi della legislazione statale esclusiva, soprattutto nella definizione dei requisiti sostanziali per l’accesso al suicidio assistito, nei tempi di verifica, e nell’attribuzione alle ASL di compiti operativi troppo ampi.

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«La Corte ha chiarito in modo inequivocabile che la materia del fine vita rientra nella competenza esclusiva dello Stato e non può essere disciplinata autonomamente dalle singole Regioni – dichiara Valdegamberi –. È esattamente ciò che avevo sostenuto in Consiglio regionale, richiamando il rispetto della Costituzione e dell’ordinamento vigente».

La maggior parte della legge toscana resta in vigore e può continuare a disciplinare come il Servizio sanitario regionale organizza l’assistenza sul fine vita. Lo scopo è quello di offrire un percorso uniforme sul territorio per chi intende accedere alla procedura riconosciuta dalla giurisprudenza costituzionale. La pronuncia evidenzia ancora una volta il vuoto normativo nazionale: spetta al Parlamento approvare una legge quadro, perché solo lo Stato può definire requisiti sostanziali e uniformare la disciplina sul territorio.

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«Questa decisione conferma pienamente le mie tesi, che erano state criticate anche da una parte della maggioranza in occasione della bocciatura della medesima legge da parte del Consiglio regionale del Veneto».

«Temi così delicati e complessi non possono essere affrontati con forzature ideologiche o iniziative regionali che rischiano di creare confusione normativa – prosegue il consigliere –. Le Regioni dovrebbero invece concentrarsi sulle molte cose importanti e concrete che competono loro».

«Dobbiamo sburocratizzare il sistema degli accreditamenti e delle autorizzazioni nel settore socio-sanitario e sociale e portare quanto prima in Aula la legge per la trasformazione delle Ipab – conclude Valdegamberi –. Queste sono le priorità su cui lavorare seriamente, nell’interesse dei cittadini e degli operatori».

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