Daniele Lavia operato a Verona, tra le polemiche del club con la Federazione

di Matteo Scolari

| 27/08/2025
Lo schiacciatore azzurro operato a Borgo Trento dopo il terribile infortunio alla mano destra. Salterà i Mondiali e gran parte della stagione con l’Itas Trentino. Cresce la rabbia di ITAS contro la Fipav.

Sono passati alcuni giorni dal grave infortunio che ha colpito Daniele Lavia, schiacciatore della Nazionale italiana di volley e dell’Itas Trentino, durante il ritiro azzurro a Verona. La dinamica, ricostruita con maggiore chiarezza in queste ore, resta a dir poco incredibile: durante una seduta in palestra, un peso da 15 chili è caduto sulla sua mano destra, frantumando il quarto e il quinto dito.

Lavia è stato immediatamente trasportato all’ospedale Borgo Trento di Verona, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico di oltre tre ore. L’operazione ha permesso di ricomporre la frattura pluriframmentaria e di intervenire su nervi e tendini lesionati. Le prime valutazioni parlano di tempi di recupero molto lunghi, tali da impedirgli di partecipare ai Mondiali nelle Filippine (12-28 settembre 2025) e di scendere in campo per buona parte della prossima stagione di Superlega e Champions League con Trento.

Il general manager dell’Itas Trentino, Bruno Da Re, ha raccontato al T Trentino la dinamica dell’incidente e le reazioni dei compagni: «È stata una scena assurda: un ragazzo di due metri che cade da un plinto e un peso che gli piomba sulla mano. Le dita erano maciullate, i presenti erano terrorizzati. È andata persino meglio di quanto si temeva».

Alle preoccupazioni per la salute del giocatore si è aggiunta la polemica della società nei confronti della Fipav. «Lavia quell’esercizio non doveva farlo, non in quel momento e non in quelle condizioni – ha accusato Da Re –. Inoltre non c’è stata alcuna copertura assicurativa, e questo aumenta la nostra amarezza».

Lavia, classe 1999, è uno dei protagonisti della pallavolo italiana: campione d’Italia con Trento e punto fermo della Nazionale di Fefè De Giorgi, era atteso ai Mondiali come uno degli uomini simbolo. Il suo stop lascia un vuoto tecnico e simbolico sia in azzurro che nel club.

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