Ponte Nuovo, Zavarise: «Benini festeggia ritardi inaccettabili»
Redazione
Da ieri a Verona è stato chiuso il transito alle auto su ponte Nuovo, per l’ultima fase di lavori. Entro metà agosto è prevista la riapertura definitiva al termine di un cantiere iniziato a novembre 2021. Il consigliere comunale della Lega Nicolò Zavarise accusa l’assessore di Verona Federico Benini (PD) di festeggiare impropriamente la fine dei lavori «perché stiamo parlando di un’opera che, secondo il cronoprogramma approvato dalla precedente amministrazione, doveva essere consegnata ai veronesi già nel settembre 2023».
I lavori infatti erano iniziati durante la giunta Sboarina, ed erano stati poi rallentati da alcuni ritrovamenti di carattere storico, ma soprattutto dal cedimento dei ponteggi durante una piena dell’Adige nel 2023. I ponteggi erano poi stati riallestiti con un sistema di sollevamento in caso di necessità simili.
Secondo Zavarise, però, i ritardi sono da imputare alla giunta Tommasi: «È bene che i cittadini sappiano che questo ritardo non è frutto del caso, ma è la conseguenza diretta di una gestione inefficiente, incerta e costellata di scelte discutibili da parte dell’attuale Giunta».
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L’assessore Benini ieri ha fatto un appello alla pazienza dei cittadini, per l’ultimo mese di lavori: Dal 21 luglio verrà interdetto anche il passaggio pedonale perché stiamo completando le ultime opere sulle balaustre. Successivamente ci saranno i collaudi e lo smantellamento di tutto il cantiere. Per forza di cose, in quel periodo non potranno esserci persone o mezzi sul ponte» ha spiegato.
«Tutte queste operazioni dureranno circa un mese, per cui entro Ferragosto puntiamo alla riapertura completa del ponte, con il doppio senso di marcia. Ricordo che questa è una situazione che non si verificava da almeno dieci anni. Prima del 2021, cioè prima dell’inizio dei lavori, Ponte Nuovo aveva già una viabilità modificata: il transito era vietato ai veicoli sopra un certo peso a causa di problemi strutturali che ora abbiamo risolto» ha aggiunto l’assessore.
Secondo Zavarise però «i ritardi erano evitabili e non sono piovuti dal cielo. Invece di autocelebrarsi, l’unica cosa che sinora gli è riuscita nelle vesti di assessore, Benini dovrebbe spiegare come sia stato possibile accumulare mesi e mesi di ritardi e perché non si sia fatto nulla per recuperare almeno una parte di questo tempo perso».
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