Triduo pasquale, il vescovo di Verona alla lavanda dei piedi in carcere
Redazione
«Gesù porta con sé una novità nella relazione tra Dio e l’umanità. Non più basata su dinamiche di premio e di punizione, ma fondata sull’amore incondizionato e sulla liberazione universale». Così ha detto il vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili nell’omelia per la Messa crismale, nella mattinata di giovedì 17 aprile. Ha specificato: «Gesù compie un atto rivoluzionario di straordinaria innovazione: sostituisce il rapporto debiti-crediti con la dialettica della grazia e della fede e alla religione delle regole preferisce la religione dell’amore».
Quindi, rivolgendosi ai presbiteri nel giorno del rinnovo delle loro promesse ha aggiunto: «La mitezza è lo stile della vera condivisione perché è la capacità di essere più forti della propria forza e più liberi della propria libertà. La mitezza è la pienezza umana di Gesù di Nazareth, mentre ci fa conoscere il volto misterioso di Dio».
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La Messa, concelebrata tra gli altri dal vescovo emerito Giuseppe Zenti, dall’arcivescovo Rino Passigato e dal vescovo di Bissau Josè Lampra Cà, ha visto l’offerta del 1% del reddito dei presbiteri, religiosi e religiose, destinati quest’anno ai progetti Caritas per l’emergenza del terremoto nel Sudest asiatico.
Con il canto dell’inno di Veneziano Fortunato che viene proposto fin dal VI secolo nella Cattedrale veronese, sono state portate all’altare le ampolle degli oli. Il vescovo ha quindi benedetto l’olio degli infermi “perché quanti riceveranno l’unzione ottengano conforto nel corpo, nell’anima e dello spirito, e siano liberati da ogni malattia, angoscia e dolore” (come recita la formula liturgica) e l’olio dei catecumeni a cui nella liturgia si chiede che venga concessa energia, vigore e sapienza; inoltre, ha consacrato il crisma, che viene utilizzato nei sacramenti del battesimo, cresima e ordine; quest’anno a profumare l’olio sono state le essenze acquistate in Terra Santa nel recente pellegrinaggio diocesano accompagnato dallo stesso vescovo Domenico.
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Triduo pasquale
Nel pomeriggio del giovedì santo prendono il via le celebrazioni del Triduo pasquale. Il vescovo Domenico lo apre con la Messa nel carcere di Montorio, nella cui cappella presiede la liturgia in memoria della cena del Signore, con la lavanda dei piedi. Sono previsti 140 detenuti, nello stesso luogo in cui hanno condiviso il pranzo con papa Francesco e il vescovo Domenico nella visita del 18 maggio scorso.
In cattedrale, poi, guiderà la Messa in coena Domini alle 18.30 insieme al Capitolo dei canonici, con i quali condividerà pure la preghiera delle lodi che, alle 8 aprirà la giornata del Venerdì Santo. In essa, non si celebrano messe, ma si vive la celebrazione della Passione del Signore che monsignor Pompili preside in cattedrale alle 15.
La sera il vescovo sarà in Arena per presiedere alle 20.45 la Chiamata alla pace, che prevede 5mila persone raccogliersi nell’anfiteatro cittadino per riflettere sulle sofferenze dell’umanità e invocare giustizia e pace.
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Il silenzio che caratterizza il Sabato Santo sarà interrotto dalla grande Veglia di Pasqua, prevista in Cattedrale alle 21.
Domenica 20 aprile, sempre in Duomo, alle ore 11 il Vescovo presiederà dunque il Pontificale della Domenica di Pasqua “Risurrezione del Signore” e impartirà la benedizione papale.
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