Il boss Messina Denaro a spasso per Verona nel 2006. Zivelonghi: «Serve la DDA»

Scatti inediti mostrano il boss mafioso come turista davanti all'Arena quasi 20 anni fa. L’assessora di Verona alla Sicurezza: «Ribadiamo la necessità di dotare il territorio di una direzione distrettuale antimafia».

Nuove rivelazioni emergono sul periodo di latitanza di Matteo Messina Denaro, il noto boss mafioso arrestato nel gennaio 2023 e morto nel settembre successivo. Fotografie inedite, risalenti al 20 maggio 2006, mostrano Messina Denaro in veste di turista a Verona, davanti all’Arena.

Le immagini, parte di un diario personale scoperto dai carabinieri del ROS dopo l’arresto, sono state diffuse da Repubblica e ritraggono il boss in abbigliamento casual: jeans, camicia bianca e occhiali da sole. L’atteggiamento di Messina Denaro nelle foto è descritto come rilassato, simile a quello di un comune visitatore.

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Gli scatti danno all’Amministrazione comunale di Verona l’occasione per riportare l’attenzione sulla presenza di infiltrazioni mafiose sul territorio scaligero e sull’impegno nell’attuare azioni per contrastarne i rischi.

Tra queste, la richiesta già presentata a Roma al ministro dell’Interno Piantedosi di prevedere il distacco presso la Procura della Repubblica di Verona di un magistrato della Direzione Distrettuale Anti Mafia (D.D.A.) della Procura della Repubblica presso il tribunale di Venezia e l’istituzione di una sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia, richiesta presentata dal sindaco Damiano Tommasi e dall’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi e sottoscritta anche da tutti i Comuni della Provincia, per un’azione corale e condivisa.

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«Apprendiamo e seguiamo la notizia dai giornali» afferma l’assessora alla Sicurezza, Trasparenza e Legalità Stefania Zivelonghi. «I fatti risalgono al 2006, quindi molto tempo fa, ma certo non sorprende che un personaggio che ha fatto una latitanza così lunga e in condizioni lussuose abbia scelto di passare anche da Verona. Quanto a possibili legami tra questa sua presenza ed altri contesti spetterà agli inquirenti accertarlo».

«Di sicuro questo ci dà lo spunto per attirare l’attenzione e mantenerla alta sull’attrattività del nostro territorio da parte di organizzazioni di stampo mafioso» prosegue l’assessora Zivelonghi. «Un’attrattività dovuta certamente alla sua economia florida, al fatto di essere un crocevia di merci destinato ad esserlo in maniera sempre più importante anche nel prossimo futuro, al fatto di essere sede di grandi opere e cantieri, ma anche in ragione del fatto che il Veneto dispone di soli 5 magistrati antimafia contro i 50 della Regione Lombardia».

«Da qui la nostra richiesta, che non ci stanchiamo di portare avanti e che per ora rimane inascoltata, di un incontro con il ministro della Giustizia Nordio per rappresentare la necessità a nome di tutti i Comuni della Provincia di avere una sede della direzione distrettuale antimafia nel nostro territorio».

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